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Una storia tratta dal romanzo di Cristina Comencini

Torre del Greco - Al Teatro Sant'Anna è di scena "Due partite"


Torre del Greco - Al Teatro Sant'Anna è di scena 'Due partite'
01/12/2010, 11:12

Al teatro Sant’Anna il 26 novembre scorso la Compagnia delle Muse, fondata da Liborio Preite ha messo in scena la commedia in due atti “Due partite”, per la regia di Pino Brancaccio.
La storia è ambientata negli anni ’60, quattro amiche si riuniscono in una casa, una volta alla settimana, per giocare a carte e trascorrere il tempo raccontandosi le ultime avventure.
Cristina Comencini in “Due partite” vuole porre l’accento proprio sulla condizione femminile di dipendenza psicologica e fisica a cui sono state costrette le donne per molti anni e come la ripercussione ancora spesso si senta, nonostante la rivoluzione e le esigenze che hanno modificato la percezione della donna nel mondo.
Figlia di Luigi Comencini, padre della commedia all’italiana, insieme a Dino Risi e a Mario Monicelli, ricordato anche per lo sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio” del 1972, e per “Cuore” nel 1984, sempre per la RAI, Cristina Comencini si è impegnata nella scrittura di libri quali “Le pagine strappate”, “Il cappotto turco”, ”Matrioska”, “La bestia nel cuore”, vincitore del Premio Castiglioncello, “L’illusione del bene”, “Quando la notte”. Tra i film Cristina Comencini ha diretto “Il più bel giorno della mia vita”, “Va dove ti porta il cuore”. Nel 2009, in seguito all’uscita dell’opera “Due partite”, è uscito l’omonimo film di Enzo Monteleone.
Le protagoniste del primo atto sono quattro amiche, Claudia, Beatrice, Sofia e Gabriella. Mogli, madri, donne degli anni ’60 che si incontrano ogni giovedì, da molti anni per giocare a carte in una casa. Chiacchierano, passano il pomeriggio, portando con loro le bambine che giocano nella stanza accanto. Claudia parla della sua famiglia, del marito Cesare, dei tre figli, tra cui Cecilia. E’ considerata da tutti la madre perfetta. Beatrice è in dolce attesa, è al suo primo figlio ed è impaurita da quello che il parto le riserverà. Sofia, invece, ha soltanto una figlia, Rossana, concreta e priva di dubbi, proprio come il padre. Anche Gabriella è prima di tutto moglie e madre. Ha dovuto rinunciare alla sua carriera di concertista per il marito Sandro e per il bene della figlia Sara. Gabriella sente di essere nata per fare qualcosa di più che aspettare il marito per intere giornate. Durante la partita a carte Claudia, la madre perfetta, si assenta per controllare le bambine e le amiche ne approfittano per parlare dell’infedeltà del marito. Sofia, poi, rivela di essere l’amante di un uomo sposato, e si confida che è stata lasciata perché il suo amante è tornato dalla moglie. Claudia, rientra ed ammette di essere tradita dal marito. Anche per lei è difficile essere la moglie di un uomo con l’amante. Poi, Claudia racconta alle amiche che quando era in viaggio con il marito, dimenticava completamente i tre figli e così pure Gabriella dimenticava il marito e la figlia durante i suoi concerti. Improvvisamente Beatrice ha delle doglie, le amiche per distrarla le dicono di raccontare l’incontro con il marito. E lei ricorda di essersi innamorata del marito mentre leggeva una poesia di Rilke.
Anche Sofia si confessa: sua madre aveva un amante, il padre di suo fratello, andava a cena a casa loro. Le quattro amiche parlano delle loro madri e Beatrice ricorda con dolore la madre morta suicida pochi anni dopo che era andata via di casa.
Nel secondo atto sono le figlie, protagoniste della scena. Rossana, figlia di Sofia, è sposata con Saverio, non vuole figli propri, cura i bambini degli altri in ospedale. Poi, rivela alla sue amiche che in realtà i figli non arrivano. Sara è la figlia di Gabriella, è concertista. Ha realizzato il sogno della madre che le ripeteva di fare i concerti e non di mettere al mondo i figli. Sara ha un marito d’oro, Mario si prende cura della casa, le regala fiori, ma lei è infastidita dalle sue continue premure. Cecilia, figlia di Claudia, avrebbe potuto fare l’avvocato, invece vuole disperatamente un bambino. Le amiche sono a casa di Giulia, figlia di Beatrice, che si è ammazzata. Le giovani amiche immaginano i volti indefiniti dei figli che non hanno mai avuto, del loro lavoro che serve per alleggerire il peso del mondo, ma che le rende disperatamente sole e incomprese. L’eterno dilemma dell’insoddisfazione umana che si tramanda di generazione in generazione.

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di Rossella Saluzzo
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