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Al Teatro Sant'Anna si celebra la regina degli emigranti

Torre del Greco - Concerto di Consiglia Licciardi in ricordo di Gilda Mignonette


Torre del Greco - Concerto di Consiglia Licciardi in ricordo di Gilda Mignonette
01/12/2010, 10:12

A 120 anni dalla nascita di Gilda Mignonette, (Napoli, 28 ottobre 1890 – latitudine 37’ 21’ Nord-Longiudtine 4’ 30’ Est, 8 giugno 1953), all’anagrafe Griselda Andreadini, la nota cantante Consiglia Licciardi, l’attore, nonché direttore artistico del Teatro Sant’Anna in Torre del Greco Liborio Preite e l’interprete Anna Sciotti, insieme a Nunzio Della Marca, Veronica Salzano e Rossella D’Alterio, hanno ricordato e concelebrato la cantante nata nel rione Duchesca (alle spalle di Piazza Garibaldi, ndr) e diventata famosa negli Stati Uniti d’America con l’appellativo “La regina degli emigranti”.
I temi dell’emigrazione di quel periodo, segnato dal dolore e nel contempo dalla speranza di inserirsi in un contesto ricco di opportunità, sono stati magistralmente interpretati da Consiglia Licciardi che ha cantato fra l’altro “Santa Lucia luntana” di E. A. Mario, “Reginella” di Libero Bovio e Gaetano Lama, “Connola d’ammore” di Fiore – Lama, “Rosa mmienze ‘e rose” di Pisano – Cioffi, “‘A cartulina ‘e Napule” di Giuseppe De Luca e Pasquale Buongiovanni, accompagnata alla chitarra dal maestro Peppe Licciardi e al pianoforte dal maestro Farina.
Pietro Gargano, autorevole autore della Nuova Enciclopedia illustrata della Canzone Napoletana, già caporedattore de “Il Mattino”, ha ricordato al numeroso pubblico presente, il periodo dell’emigrazione, gli anni 1900-1913, quando otto milioni di italiani partirono per gli States e molti dei quali erano meridionali. Gargano ha citato alcuni interpreti di questo genere, quasi del tutto dimenticati, ma non meno importanti come Alfredo Bascetta e Frank Amodio. Il famoso giornalista del quotidiano “Il Roma” Giuseppe Giorgio ha ripercorso le tappe salienti della vita professionale e personale di Gilda Mignonette. Figlia di Francesco Andreadini, professore di un liceo privato di italiano e latino e della marchesa Ruffo, Gilda già da bambina, respirando la musica che suonava il padre, prese una decisone: diventare la nuova Elvira Donnarumma, che allora era una delle più celebri interpreti della canzone napoletana, definita “’A capinera napulitana”.
Gilda debuttò giovanissima nella Compagnia teatrale di Raffaele Viviani. Tale fu il trionfo che partì per il Nord America con un contratto stipulato con il più importante impresario italiano d’Oltreoceano: Federico Acierno, che divenne ben presto il suocero della cantante. Dopo anni di successi, arrivò anche per Gilda l’ora triste di ritirarsi dalle scene. Il suo desiderio più grande era di rivedere Napoli. Durante la traversata, a bordo del piroscafo Homeland, Gilda ebbe due malori. Al porto di Lisbona salì un medico che le diagnosticò un brutto male. Gilda era affetta da cirrosi epatica. Gilda Mignonette morì a 24 ore di navigazione dal porto di Napoli, era l’8 giugno 1953. Fu seppellita nel cimitero di Poggioreale.
Nel corso della serata è intervenuta sul palco del teatro Sant’Anna la poetessa siculo napoletana Rosanna Bazzano, già insignita del Premio Gilda Mignonette nel 2009 per aver dato lustro alla cultura napoletana. Bazzano ha rimarcato i sentimenti che aleggiano nelle poesie nel periodo dell’emigrazione: il distacco, la sofferenza per la madre o per l’amore lontano finito male, l’Oceano che era visto come il mare cattivo, non era il mare buono del Mediterraneo e così i figli nati in America erano figli stranieri.
Liborio Preite ha recitato alcune scene di vita insieme agli attori della serata e ha cantato, fra le altre canzoni, “L’emigrante” di Raffaele Viviani e “Parlame ‘e Napule” di Casillo Quintavale. Il regista dello spettacolo non poteva che essere Antonio Sciotti, uno dei massimi esperti della canzone napoletana, che così descrive Gilda Mignonette: “Possedeva uno stile di canto tragico, affilato come lama di rasoio. Tendeva le corde vocali allo spasimo, senza risparmio: commuoveva. Con lei, forse più che con la pur grande Elvira Donnarumma, la canzone napoletana divenne un fatto d’arte compiuto pure sul piano della pura interpretazione”.

Nella foto: Consiglia Licciardi.

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di Rossella Saluzzo
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