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Ermanno Corsi e le sue favole metropolitane

Torre del Greco - Convegno Lions su "Istruzione e meteore"


Torre del Greco - Convegno Lions su 'Istruzione e meteore'
09/11/2010, 11:11

Il prossimo sabato 20 novembre, alle ore 18,30 presso l’albergo Casa Rossa 1888 in Torre del Greco il presidente ed i soci del Lions Club “Due Torri – Torre del Greco” presenteranno il convegno sul tema “Istruzione e Meteore”. The International Association of Lions Clubs, distretto 108 yA, ha al suo attivo molti appuntamenti importanti e prestigiosi, merito del governatore Emilio Cirillo e dei numerosi soci.
A dare il benvenuto all’incontro della serata del 20 novembre saranno Maria Scala, presidente dei Lions Club e Liliana Tibilett, responsabile della II circoscrizione service distrettuale “istruzione”. I relatori saranno: Armando Maglione, docente universitario, Grazia Paolella, capo d’istituto, Ermanno Corsi, giornalista e scrittore che, nel corso della serata, presenterà le favole metropolitane intitolate “Topi da qui all’eternità” e “Buche alla riscossa”. Due favole scritte dallo stesso Ermanno Corsi e che sostanziano quanto diceva il filosofo Aristotele: “Una città deve essere curata in modo da dare ai suoi abitanti sicurezza e felicità. Le città vesuviane, al contrario, sono costruite male, in tutti i sensi: fisicamente, socialmente e simbolicamente. Spesso queste città sono disseminate di barriere, fasci di binari e svincoli. Sono piene di spazi di scarto, che qualche volta diventano terra di nessuno e altre volte finiscono per accogliere le persone scartate (i campi nomadi sotto i piloni delle superstrade, per esempio), e ancora sono noiose, scomode, si allagano ad ogni pioggia. Sono piene di vitalità, ma anche di sofferenza e di ingiustizia.
Siamo dentro l’area metropolitana più singolare d’Italia. Non è così né a Milano, né a Torino, né a Roma. Non c’è nessun’altra area metropolitana che abbia intorno a sé un continuum urbanizzato praticamente senza soluzioni di continuità, e che sia, come il nostro, un sistema di decine e decine di città media, dai cinquanta ai centocinquantamila abitanti. Torre del Greco è tre volte Siena, Castellammare di Stabia, Pozzuoli, Torre Annunziata, Portici, Ercolano, ognuna di loro è più grande della maggior parte dei capoluoghi di provincia italiani, e l’area metropolitana napoletana in senso lato – non c’è dubbio – va da Aversa e Caserta a tutta una parte della provincia di Salerno, è oltre i tre milioni e mezzo di abitanti. Questa è l’area metropolitana dentro la quale noi siamo. E dunque non possiamo che essere fortemente interessati a una sua programmazione seria, nonché a che ognuna di queste città medie e di queste aree fuori dalla città storica abbia la sua autonomia, la sua dignità, i suoi centri e servizi culturali. Ercolano, Pozzuoli, Torre del Greco, ad esempio, dovrebbero diventare centri con una propria vitalità, e nelle città come Bagnoli e la zona orientale di Napoli e nella zona nord, si dovrebbero creare centri culturali, fattori di sviluppo, luoghi di identità e di aggregazione per tanti giovani.
Con amarezza priva di qualsiasi ironia, però, si ripete inconsapevolmente una battuta di Massimo Troisi: “Napoli cambierà, è normale. L’unica cosa che non cambia mai è che si parla sempre di come dovrà cambiare questa città”.

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di Rossella Saluzzo
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