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Due favole metropolitane

Torre del Greco - Ermanno Corsi in "Topi da qui all'eternità" e "Buche alla riscossa"


Torre del Greco - Ermanno Corsi in 'Topi da qui all'eternità' e 'Buche alla riscossa'
22/11/2010, 09:11

“Cosa accadrebbe se le buche venissero fuori dal manto stradale di una città e organizzate in corteo, marciassero verso il Comune per denunciare il loro abbandono e l’incuria delle strade? E se le stesse buche, diventate un valore economico, chiedessero di essere quotate in Borsa?” Sono le domande che si pone Ermanno Corsi nel suo ultimo libretto intitolato “Buche alla riscossa” - Edizioni CentoAutori, collana Leggere Veloce. Un racconto appassionato e surreale su uno dei temi più scottanti del momento, per ribadire uno dei diritti più elementari dei cittadini: quello di camminare tranquilli per le strade, senza paura di inciampare in una buca e rompersi le ossa.
“Una città deve essere curata in modo da dare ai suoi abitanti sicurezza e felicità” – scriveva Aristotele nel quarto secolo a.C. Napoli può diventare città aristotelica? Oggi ci sono le condizioni per vivere a Napoli? “C’è un problema di fondo – osserva Corsi” - che è la formazione della classe politica e nel contempo l’assuefazione dei cittadini. Ogni buca napoletana – precisa l’autore – vale quattro mila euro, somma dovuta in caso di l’indennizzo al cittadino. Le buche sono componenti dell’economia deviata”. Diceva Indro Montanelli “Governare Napoli non è impossibile. E’ inutile!”
Ciò che conta è la partecipazione attiva della gente. Non si può continuare a vivere come Alice nel paese delle meraviglie. Di meraviglioso è rimasto ben poco e per di più bisogna chiedere conto a chi di dovere. La Civicraziaè il dovere dei cittadini di prendere coscienza non soltanto sull’affermazione dei propri diritti, ma anche e soprattutto sui doveri a cui ognuno di noi è chiamato ad assolvere. Dante scriveva che “Anche una piccola scintilla può suscitare un grande incendio”.
Ermanno Corsi, articolista, corrispondente e opinionista di quotidiani quali “Il Tempo”, “Il Mattino”, “Il Giorno”, “La Repubblica”, “Il Roma”, “Il Denaro” e di periodici nazionali e regionali, conduttore del Tg3 RAI della Campania come capo redattore, nonché presidente dell’Associazione Napoletana della Stampa e per diciotto anni, fino al 2007, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha presentato alla Casa Rossa 1888 a Torre del Greco, anche un altro libro dal titolo “Topi da qui all’eternità”, Edizioni CentoAutori. Il provocatorio incipit dantesco sottolinea l’aspetto inquietante della perduta gente: “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina potestate, la somma sapienza e’l primo amore. Dinanzi a me non fur cose create se non eterne, e io eterna duro. Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”- (Inferno, Canto III, vv 1-9).
Autore di libri di cultura meridionalista, tra cui “Aspettando Capri”, “Terra di Lavoro e di progresso” e “Aspetti della Campania nel Terzo Millennio”, tutti editi da Guida, Corsi ha ottenuto numerosi premi di giornalismo e di saggistica storica e un plauso dai Lions Club “Due Torri – Torre del Greco”, organizzatori della presentazione dei due piccoli volumi del giornalista torrese, presentati lo scorso sabato 20 novembre nella sala dell’albergo Casa Rossa 1888 di via Mortelle. Brigida Musella Pappalardo ha salutato i convenuti, mentre la professoressa Maria Scala, presidente dei Lions Club ha dato inizio al convegno sul tema “Istruzione e Meteore”. Sono intervenuti Liliana Tibiletti, responsabile II Circoscrizione Service Distrettuale “Istruzione” e la professoressa Grazia Paolella, attuale dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale Francesco d’Assisi in Torre del Greco. Stimata per la sua opera di illuminata educatrice, Palella ha analizzato in modo critico e preciso gli ultimi scritti di Ermanno Corsi, sottolineando l’aspetto di una satira bonaria e sottile contenuta nei due volumetti. Ha concluso la serata il vice governatore dott. Gianfranco Sava affermando che la rivoluzione si è fatta con un libretto. “Noi adulti – ha precisato Sava – dobbiamo ritornare a fare la politica sana. La politica ha perso la capacità di progettare il futuro. A causa del degrado politico è necessaria una scuola di formazione politica”. Ha concluso la serata un giovane chitarrista, allievo del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli Agostino D’Amiano, che ha allietato il numeroso pubblico con brani di musica classica e napoletana.
 

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di Rossella Saluzzo
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