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In ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II

Torre del Greco - Il Cardinale Sepe nella città del Beato Vincenzo Romano


Torre del Greco - Il Cardinale Sepe nella città del Beato Vincenzo Romano
01/12/2010, 11:12

Nella Basilica Pontificia di Santa Croce in Torre del Greco, lo scorso 30 novembre, nel giorno di Sant’Andrea apostolo, il Cardinale Crescenzio Sepe ha celebrato la Santa Messa in ricordo della visita di Papa Giovanni Paolo II, l’11 novembre 1990, pellegrino nella città del Beato Vincenzo Romano.
Chi era don Vincenzo Romano? Il giornalista Gennaro Di Donna così scrive nel volume pubblicato per il ventennale della visita del Papa a Torre del Greco: “Aveva 80 anni quando, il 20 dicembre 1831, don Vincenzo Romano esalò l’ultimo respiro nella sua casa di via Piscopia a Torre del Greco. Un uomo, prima ancora che un sacerdote, illuminato dalla luce del Vangelo di Gesù Cristo. Quella stessa Buona Novella che Egli praticò e annunciò alla Sua gente, ai Suoi concittadini, a quelle persone semplici, lavoratrici, ricche di una interiorità spirituale ancora più illuminata dalla figura pia e mansueta del loro amato pastore. Don Vincenzo fu per i torresi una luce vivida di intensa speranza, la voce della fede, la consapevolezza della vita per la Vita con l’Eterno. Tanto è vero che, ancora vivente, già fu indicato con l’appellativo di “Santo Preposito”.
Vincenzo Romano era un sacerdote di campagna che si era prefisso “di fare bene il bene”. Il 17 novembre 1963 Papa Paolo VI lo proclamò Beato. La giornalista Franca Zambonini, in un articolo pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana definì “’O prevète fatigatore”.
Per l’occasione sono state distribuite numerose copie di un volume intitolato: “1990-2010 Giovanni Paolo II nella città del Parroco Santo”e voluto dall’Amministrazione comunale di Torre del Greco e dalla Basilica Pontificia di Santa Croce. Ha curato l’editing il giornalista e già responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Torre del Greco Giuseppe Sbarra, in collaborazione con il giornalista Gennaro Di Donna e Don Franco Rivieccio. Il progetto grafico è di Emilio Pinto.
Dopo la celebrazione eucaristica sono intervenuti Don Giosuè Lombardo, parroco della Basilica Pontificia di Santa Croce, il sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello e l’avvocato Salvatore Polese, già sindaco della Città. Hanno ripercorso la ricostruzione della città, distrutta dalla violenza della natura, era il 15 giugno 1794 quando il Vesuvio cominciò ad eruttare, ma riedificata dalla volontà e dalla fede dei torresi. Virtù dalla quale trasse il motto che campeggia sul gonfalone della Città: “Post fata resurgo”. Sull’esempio del Beato, anche oggi si dovrebbe ricostruire la città, inquieta e a volte smarrita di fronte alla violenza dell’uomo, riscoprendo i motivi di fede e di valori sociali e di unità.
Vent’anni fa il successore di Pietro, pellegrino sulle spoglie del Beato Vincenzo, invitò la comunità di Torre del Greco “a non lasciar cadere la memoria e l’esempio del suo umile santo parroco”, primo parroco italiano del clero diocesano ad essere elevato all’onore degli altari.
Le parole di Papa Giovanni Paolo II conservano un sapore quasi profetico e sollecitano un’analisi approfondita sulle precarietà e i pericoli che affliggono la comunità e sulla ineludibile impellenza di accogliere, sull’esempio del Beato Vincenzo, l’invito dello Spirito “… ad attuare la carità che si espande a partire dalla fede, ad aprire senza timore gli occhi su quei bisogni umani per i quali operare tutti in unità d’intenti con generosa dedizione, fidando nella forza della verità e della giustizia e sollecitando… un impegno solidale per il bene dell’uomo, di ogni uomo e di tutto l’uomo” (dal discorso di Giovanni Paolo II).
Dopo la benedizione ai fedeli, in Largo Comizi è stata scoperta una lapide ricordo, realizzata dallo scultore Vincenzo Giggiano Borriello e dal prof. Ciro Adrian Ciavolino. La lapide reca nel centro un medaglione in bronzo con l’effige di Giovanni Paolo II e quattro formelle in terracotta sui lati che riproducono lo stemma del Comune, del Pontificato, della Basilica di Santa Croce e una delle acquasantiere della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Dalla serata del 30 novembre Largo Comizi si chiamerà Piazzale Giovanni Paolo II.
 

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di Rossella Saluzzo
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