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Salvo D'Acquisto Medaglia d'Oro al Valor Militare

Torre del Greco - Inaugurato Parco Salvo D'Acquisto


Torre del Greco - Inaugurato Parco Salvo D'Acquisto
29/08/2011, 09:08

La nuova villa comunale di Torre del Greco è stata dedicata, nel mese di giugno, a Salvo D’Acquisto - brigadiere dei Carabinieri Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nato a Napoli il 15 ottobre 1920, il giovane Salvo D’Acquisto fu fucilato per rappresaglia il 23 settembre 1943. Il giorno prima della sua morte alcuni soldati tedeschi, che ispezionavano le casse di munizioni abbandonate, furono investiti dall’esplosione di una bomba a mano. Due soldati morirono ed altri due rimasero feriti. Il comandante del reparto tedesco attribuì la responsabilità dell’accaduto ad anonimi attentatori locali e il 23 settembre furono eseguiti dei rastrellamenti e catturate 21 persone scelte a caso fra gli abitanti della zona. Salvo D’Acquisto, che comandava temporaneamente la stazione dei Carabinieri di Torrimpietra, fu forzatamente prelevato da una caserma, da parte di una squadra armata di SS, e fu condotto nella piazza principale di Palidoro, dove erano stati radunati gli ostaggi. Fu tenuto un sommario “interrogatorio” e D’Acquisto ribadì che non vi potevano esserci i nomi dei responsabili perché l’esplosione era stata accidentale. Gli ostaggi e D’Acquisto furono trasferiti fuori dal paese. Agli ostaggi furono fornite delle vanghe e furono costretti a scavare una grande fossa comune nelle vicinanze della Torre di Palidoro – Roma – per la prossima fucilazione. Poi, improvvisamente, i 21 prigionieri furono lasciati e immediatamente si diedero alla fuga, lasciando il sottoufficiali D’Acquisto già dentro la fossa, dinnanzi al plotone d’esecuzione.

Salvo D’Acquisto morì al grido di “Viva l’Italia” e subito dopo si udì la scarica di un’arma automatica che portò a termine l’esecuzione. Salvo D’Acquisto fu fucilato all’età di nemmeno di 23 anni. Le sue spoglie sono conservate nella Basilica di Santa chiara a Napoli.

Nella motivazione che gli ha conferito la MOVM si legge quanto segue: “Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme a 22 ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così, da solo, impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma”.

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di Rossella Saluzzo
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