Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Il "facchino della Madonna" rivive nei cuori dei torresi

Torre del Greco - La traslazione delle spoglie mortali di don Raffaele Scauda, fondatore del Santuario del Buon Consiglio


Torre del Greco - La traslazione delle spoglie mortali di don Raffaele Scauda, fondatore del Santuario del Buon Consiglio
15/06/2010, 16:06

 
La vita di don Raffaele Scauda (1872 – 1961) si intreccia con la storia di una comunità che, dopo anni di tranquillità, pagò un pesante tributo durante il Secondo conflitto mondiale.
Nella zona periferica di Torre del Greco il 15 settembre 1943, un grave bombardamento distrusse il Santuario dedicato alla Vergine del Buon Consiglio, centro e faro di fede per moltissimi devoti. Il Santuario fu eretto agli inizi del 1900, quando don Raffaele, originario di Torre Annunziata, fu inviato a celebrare la Santa Messa presso una cappella gentilizia, appartenente alla famiglia Ruggiero, in località “Leopardi”.
Resosi conto che molti fedeli, durante le celebrazioni, non riuscivano ad entrare in Chiesa, perché troppo piccola di dimensioni, pensò di erigere un nuovo tempio dedicato alla Vergine del Buon Consiglio la cui effige era, da sempre, venerata presso la sua casa paterna.
I locali della Chiesa, corrispondenti all’attuale Sacrestia, furono completati nel 1906, anno in cui fu portata la tela raffigurante l’icona della Madonna, dipinta da un anonimo napoletano.
Importante fu il ruolo della marchesa Eleonora De Cillis Carafa D’Andria che, con grande sensibilità spirituale, affiancò l’opera di don Scauda, attingendo dal patrimonio personale.
Durante la seconda guerra mondiale tutto andò completamente distrutto a seguito dei bombardamenti: era il 15 settembre 1943. Solo la parete, con l’effige della Madonna, non subì danni.
Don Raffaele, settantunenne, ma animato da ardente spirito apostolico, decise, allora, di costruire in onore di Maria Vergine una casa più grande e più bella. Per questo motivo riprese a girare per i comuni viciniori a raccogliere i fondi necessari per adempiere a tanto.
Sotto il bombardamento, don Raffaele fece un voto: incoronare il capo della Madonna alla fine del conflitto. Il proposito ebbe adempimento. Al Santuario, con decreto del Vaticano, fu assegnata una corona d’oro benedetta dal Sommo Pontefice Pio XII. L’evento avvenne domenica 21 settembre 1947, proprio nel quarto anniversario della distruzione del Tempio dedicato alla Madonna del Buon Consiglio. La solenne incoronazione della Madre di Gesù la operò il Cardinale Alessio Ascalesi, attorniato da numerosi arcivescovi, vescovi, prelati e dalla Superiora Generale delle Stimmatine.
Grazie alla collaborazione del reverendo Giovanni Borrelli, oggi ottantatreenne, che ha celebrato la Santa Messa il 12 giugno scorso, si costruirono nuovi dormitori, alcuni laboratori e un attrezzato reparto di biancheria e camiceria per garantire una formazione alle bambine orfane. Si organizzarono mostre di lavori, mentre l’asilo e le scuole primarie raggiunsero il massimo sviluppo.
La ricostruzione del Santuario terminò nell’anno 1954.
Fin dagli inizi, don Raffaele ebbe come riferimento ed amico l’avvocato e Servo di Dio Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Vergine del Rosario di Pompei. Questi incoraggiò molto l’opera del nascente Santuario, specialmente le iniziative di carità in favore dei bambini. L’orfanotrofio, infatti, accolse per tutto il periodo bellico e post bellico centinaia e centinaia di orfanelle che trovarono accoglienza e possibilità di studiare. Anche la congregazione delle Suore di Sant’Antonio, fino al  1934, e quella delle Suore Stimmatine, dal 1935 furono di grande aiuto nella realizzazione dell’Opera voluta da Don Scauda.
Anche Papa Pio XII manifestò la sua benevolenza per le orfanelle. Le incontrò, per Suo espresso desiderio, in una particolare e affettuosa udienza nel 1950 che fu anche Anno Santo.
Il 25 aprile 1956, nel cinquantenario della deposizione presso il Santuario della Sacra Icona Mariana, in Contrada Leopardi, Don Raffaele, giunto ormai all’età di 83 anni, vide l’immagine della Madonna del Buon Consiglio nuovamente incoronata. Questa realtà di fede e di devozione alla Beata Vergine si concretizzò grazie alle artistiche e preziose corone realizzate dalla ditta Fratelli Mario e da Giovanni Apa.
Il Cardinale Marcello Mimmi incoronò la Sacra Immagine alla presenza dell’allora Presidente della Camera on. Giovanni Leone, alla presenza di ministri, di deputati e delle autorità civiche.
Don Raffaele Scauda fu insignito della Cittadinanza Onoraria il 10 gennaio 1954 dal Consiglio Comunale di Torre del Greco e dal Sindaco Francesco Coscia. Fu la seconda onorificenza conferita ad un cittadino di Torre del Greco, dopo quella assegnata all’avvocato Enrico De Nicola. Il prestigioso riconoscimento a Don Raffaele sottolineava l’impegno profuso nelle sue opere religiose e caritative, ma soprattutto per aver avuto il merito di aver istituito una nuova Contrada.
Nel 1981 l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Corrado Ursi, eresse il Santuario a Parrocchia e nel 2006 l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Michele Giordano, concesse al tempio il titolo di “Santuario Mariano Diocesano” su desiderio dell’attuale parroco Mons. Nicola Longobardo.
Per non dimenticare il “facchino della Madonna”, come Don Scauda amava definirsi, sabato 12 giugno, nel Santuario Maria SS. del Buon Consiglio tutto il quartiere “Leopardi” gli ha reso omaggio.
Il programma liturgico è stato predisposto da Mons. Nicola Longobardo, parroco del Santuario Mariano, coadiuvato dal vicario don Antonio Smarrazzo.
L’Anno Sacerdotale, che si è concluso l’11 giugno, coincide con l’inizio del cinquantenario della morte di don Raffale Scauda. I riti, concelebrati con i fedeli, La recita del Santo Rosario, il canto delle litanie, la sfilata dei simboli del fondatore hanno reso emozionante l’atmosfera religiosa. Sono stati esposti i simboli di Padre Scauda, rappresentati da 61 antiche effigi dipinte da artisti torresi nel 1947. Le immagini, realizzate con tempera su legno, riproducono i vari dogmi mariani attraverso i simboli delle litanie lauretane e presenti nel Rosario.
In questa occasione, le Spoglie di don Raffaele Scauda sono state, con rito processionale, traslate nella cappella ristrutturata all’interno del Santuario.
Un altro appuntamento, per celebrare la chiusura dell’Anno sacerdotale ed inaugurare l’Anno scaudiano, nel cinquantesimo anniversario dalla dipartita di Don Raffaele, è previsto sabato 19 giugno alle ore 20.00 con il concerto corale e strumentale “Sacerdos in Aeternum”. L’evento è curato dal Coro Polifonico “Le Voci di Scauda”, diretto dal tenore Carlo De Rosa accompagnato dal mezzosoprano Francesca Oliviero. Il duetto si avvarrà dell’organo di Luca Spinosa che eseguirà brani di musica sacra di Johann Sebastian Bach, di Ludwig van Beethoven, di Charles Gounod, di Wolfgang Amadeus Mozart, di Antonio Vivaldi e di Camille Saint- Saëns.
 
 
 

Commenta Stampa
di Rossella Saluzzo
Riproduzione riservata ©