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Il dramma di una famiglia napoletana

Torre del Greco - "Natale in casa Cupiello" al Teatro Sant'Anna


Torre del Greco - 'Natale in casa Cupiello' al Teatro Sant'Anna
24/12/2010, 08:12

 
“Natale in casa Cupiello”, scritta nel 1931, si annovera tra le commedie tragi-comica napoletana di Eduardo De Filippo più note e amate dal pubblico italiano.
I napoletani, in modo particolare, conoscono il copione a memoria, tanto che spesso le scene della commedia in questione si vivono in prima persona, ad esempio durante una disputa familiare, in caso di amori clandestini o nel rapporto particolare che si può creare tra un padre e un figlio cagionevole di salute.
E’ una commedia che tradizionalmente si rappresenta nel periodo, quello natalizio, in cui si auspicano la conversione dell’animo umano, una consapevolezza maggiore della cristianità e di benevolenza verso la famiglia e verso il prossimo. La famiglia, descritta nella commedia ambientata nel 1934, ha dei ruoli ben definiti. Gli imprevisti, come sempre accade, non si possono evitare, tanto che la passione indomabile fa i conti con le tacite regole familiari, e si crea un moto di stizza. I sentimenti prevalgono sul buonsenso e il destino cambia radicalmente.
La commedia interpretata da bravi attori, quali Pasquale Cirillo, Anna Criscuolo, Mario Frulio, Giovanni D’Ambrosio, Angela Gelardi, Antonio Mennella, Antonio Salvani, Nicola Cannolicchio, Erminia Sannino, Carolina Cozzolino, Franco Annunziata, Pietro Vitiello, Giovanni Volpe, Ida Fiore e Alessia Preite e per la regia di Giovanni D’Ambrosio, è più che mai attuale e offre uno spunto di riflessione sullo stato di salute della famiglia di oggi e sulla qualità delle relazioni che si vive con gli altri.
È indubbio che sono in aumento l’indifferenza, l’aggressività sia verbale che fisica. La società frenetica ha contagiato la famiglia che corre, annaspa, affanna in un mare di preoccupazioni e/o di ambizioni, di sogni da raggiungere. Ognuno è concentrato su se stesso. Talvolta non si parla più di famiglia ma di aggregazione. Persone che vivono sotto lo stesso tetto con interessi propri, legate più che da vincoli di sangue, da precari rapporti economici. Tutto ciò comporta un atteggiamento di non ascolto delle richieste dell’altro, tendendo a portare avanti le proprie egoistiche richieste.
Nella serata del 19 dicembre al Teatro Sant’Anna in Torre del Greco il numeroso pubblico accorso per vivere o rivivere l’atmosfera gioiosa e tragica della commedia “Natale in casa Cupiello” era costituito per lo più da famiglie. I bambini, erano particolarmente attenti alle battute dei personaggi. Ridevano quando Nennillo si comportava male, intonavano esclamazioni alla Povia (Quando i bambini fanno oh, ndr) quando entrava in scena Vittorio Elia che accetta con disinvoltura l’invito di restare a cena e si trova proprio a cospetto del marito dell’amata Ninuccia. Il pubblico, poi, si è commosso nel terzo e ultimo atto della commedia. Chi non ha versato le lacrime è rimasto in religioso silenzio. La scena è ormai famosa. Luca Cupiello giace sul suo letto, ormai morente, prende la mano del figlio, gli mostra il suo braccio paralizzato e lo assicura che tutto si aggiusta. L’ultima domanda che l’anziano genitore rivolge al figlio che, fino ad allora ha voluto dimostrare di essere “un giovane moderno” disprezzando la tradizione presepiale, non poteva che essere sulla questione del presepe. “Ti piace il presepe?” chiede Luca Cupiello con la speranza di sentire quel tanto atteso Sì! e Tommasino, alias Nennillo, non lo delude. Dà l’ultima soddisfazione al padre di morire sapendo che proprio lui sarà il nuovo custode delle tradizioni familiari.
Tante sono le famiglie che, per diversi motivi, si riconoscono nella famiglia Cupiello. I drammi, le gioie, le disgrazie, i malintesi, le insofferenze si vivono e si affrontano quotidianamente, anche talvolta con gesti estremi. La famiglia, però, da diversi anni, non sembra più un nido d’amore, un porto sicuro in cui attraccare sereni e fiduciosi, dopo aver sfidato il mondo. Troppe violenze si consumano nelle famiglie, troppi silenzi esasperano le tensioni fino allo scontro che può trasformarsi in tragedia. Se Eduardo avesse vissuto ancora, probabilmente avrebbe descritto una famiglia a tinte fosche, più dura e violenta.
L’ultimo spettacolo di questa impedibile commedia è prevista per il 26 dicembre alle ore 19,00.
Nei giorni del 2, 6, 8 e 9 gennaio 2011 sarà portato in scena, sempre al Teatro Sant’Anna, “Viaggio mistico”, Cammino in musica verso la santa allegrezza, presentato dal Gruppo di ricerche e tradizioni popolari “Ajere, oggi e craje”, da un’idea di Nunzio Abruzzese e Giacomo Ciavolino.

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di Rossella Saluzzo
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