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Poesie e musica per uno straordinario attore regista

Torre del Greco - "Serata per Lucio" - in ricordo di Lucio Beffi


Torre del Greco - 'Serata per Lucio' - in ricordo di Lucio Beffi
12/01/2011, 10:01

L’associazione culturale “Gli amici delle Arti Lucio Beffi”, nella serata del 10 gennaio, presso il Teatro Don Orione a Ercolano ha ricordato l’attore Lucio Beffi a 25 anni dalla sua scomparsa.
“Una figura che ha lasciato una traccia forte in campo culturale, nella poesia e nel teatro” - ha ricordato Mimmo Liguoro che ha presentato la serata.
Primogenito di dieci figli, Lucio Beffi portò sulla scena capolavori di Eschilo, Leopardi, Brecht, Ionesco, Pirandello, Viviani e di tanti altri. Nacque nella Città del Corallo il 28 novembre 1930, dove visse fino a quel drammatico 2 marzo 1986 quando, a soli 55 anni, morì improvvisamente. Stava guardando un programma televisivo in compagnia della moglie Maria Rosaria Della Gatta. Proprio quel giorno, Lucio Beffi aspettava il “nulla osta” per rappresentare l’Asino d’oro all’Arena di Pompei.
La sua vita artistica iniziò già nell’infanzia, trascorsa sul terrazzo saraceno di corso Umberto I a Torre del Greco. In proposito è stato pubblicato il libro “Il terrazzo saraceno”- edito da Tullio Pironti e presentato a Ercolano insieme ad un prezioso CD. Un audio poesia in cui il bravo attore Mariano Rigillo recita alcune poesie tratte dal libro dell’amico Lucio e musicate da un altro importante amico Walter Pascale.
Il terrazzo saraceno è il simbolo dell’impegno poetico di Lucio Beffi: nei versi si notano le ispirazioni infantili e si riconoscono molte commedie teatrali. Quel terrazzo era molto importante per il giovane Lucio che utilizzava il lastrico a “pancia di pece nera”, tipico della antiche case napoletane, come tavole di un palcoscenico e le bianche lenzuola, stese al sole, come sipari. Lì, con la fervida immaginazione e con l’aiuto delle sue sorelle, che diventavano per l’occasione le attrici, Lucio faceva teatro. L’unica spettatrice era una vicina di casa.
La serata si è svolta tra musica, lacrime, ricordi e poesie. Marco Zurzolo al sax, Vincenzo Danise al piano e Davide Costagliola al basso, hanno emozionato, con una musica vibrante, tra il jazz e le belle melodie napoletane, tutta la celebrazione. Bibo De Angelis ha cantato un brano, scritto da Enzo Gragnaniello e portato al successo da Roberto Murolo e Mia Martini “Cu’ mme”. Poi, “La serenata di Mimì”, tratto da Tupeapò, un libro uscito postumo, l’unico che ha scritto Lucio Beffi. Tupeapò è una voce onomatopeica, è il richiamo delle schiere di ragazzi, degli scugnizzi che si davano la voce. E’ un libro dove il folclore napoletano si fonde con la tragedia.
La signora Maria Rosaria, vedova del regista, ha ricordato commossa che lo scorso 5 gennaio avrebbe festeggiato le nozze d’oro. I coniugi Beffi hanno potuto vivere insieme 25 anni di storia d’amore. Una storia che continua nel cuore innamorato di Mesà: vezzeggiativo col quale Lucio Beffi chiamava la propria consorte che, idealmente, vive con suo marito. “L’intensità è tale – ha sottolineato Maria Rosaria Beffi – che l’assenza fisica non vale”.
L’avvocato Gennaro Malinconico, infine, ha ringraziato tutti gli amici, gli artisti, i familiari che hanno contribuito al successo dell’iniziativa.

Nella foto: Walter Pascale, Mariano Rigillo e Mimmo Liguoro.
 

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di Rossella Saluzzo
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