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Il ricavato del volume a favore dell'A.I.S.L.A.

Torre del Greco. Anna Martorano e la sua "Mariuccia"


Torre del Greco. Anna Martorano e la sua 'Mariuccia'
12/05/2011, 10:05

 

Lo scorso 10 maggio, presso l’Associazione Oltre di Torre del Greco, Anna Martorano ha presentato la sua opera prima intitolata “Mariuccia”, per i tipi di Guida Editore. Il volume, dedicato a sua nonna, è il racconto  di nostalgiche saggezze. La trasmissione dell’esperienza vissuta attraverso proverbi,  parole e principi morali che, oggi più che mai, sono necessari alla formazione della creatività umana e alla sua autenticità.

Il ricavato della ristampa di “Mariuccia” è interamente devoluto a favore dell’ Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica (A.I.S.L.A). La professoressa Maria Rosaria Monsurrò, docente di neurologia presso la Seconda Università di Napoli ha spiegato che questa rara malattia produce problemi motori, respiratori, di nutrizione e di comunicazione. In pratica, il paziente conserva le proprie capacità cognitive, sensoriali e sessuali, ma vive come se fosse prigioniero del suo corpo.

Nonna Mariuccia è il ritratto di una donna che appare semplice e concreta, antesignana di un femminismo vissuto tra le due guerre. Una donna che per recarsi in fabbrica percorreva sovente, e a piedi, i tanti chilometri che separano Torre del Greco da San Giorgio a Cremano. La nonna, attraverso il suo linguaggio semplice, dialettale, fatto di proverbi e di detti antichi, filtrava il mondo che cambiava e che si discostava dai suoi canoni. Ad esempio, notava che le giovani mamme mostravano una ridotta maturità rispetto a quella di cui ella era dotata nell’esprimere i propri sentimenti materni. La maternità per Mariuccia era un dono, un impegno da affrontare seriamente con responsabilità e scevro da ogni aspetto associato al gioco.

L’Autrice afferma, risoluta: “Con questo libro ho voluto ricordare il ritratto di una madre, di una grand mére come dicono i francesi. Nonna Mariuccia ha lasciato la sua forza d’animo, la condivisione degli affetti e, il suo monito, mi accompagna ancora oggi. Si tratta di precetti e di regole della moralità da seguire scrupolosamente. Ciò che contava allora, più di oggi, era l’affermazione della propria dignità”.

 “Le storie appassionano – conclude Maria Rosaria Monsurrò – e i proverbi sono indice di grande moralità e sono anche un modo per tenere in piedi il dialetto. In Spagna, ad esempio, si trovano cartelli stradali scritti in dialetto”.

La nostra tradizione linguistica, dunque, è un prezioso patrimonio per la comunità, e gli adagi della nonna sono, indiscutibilmente, testimonianza di un mondo improntato alla convivenza pacifica, alla genuinità dei sentimenti senza ipocrisie di alcuna fattispecie.

 “Prendere riempie le mani, donare riempie il cuore” così scriveva Margareth Scheman e, con questa frase Anna Martorano dà l’incipit al suo emozionante racconto.

 

 

Nella foto: Anna Martorano, Maria Rosaria Monsurrò, Fabio Ferrara e Lillina Coscia.

 

 

 

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di Rossella Saluzzo
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