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Il connubio tra musica e pittura per la delizia dei sensi

Torre del Greco: Antonio Onorato con la sua chitarra incontra i "Riflessi inconsci" di Maria Scognamiglio


Torre del Greco: Antonio Onorato con la sua chitarra incontra i 'Riflessi inconsci' di Maria Scognamiglio
06/05/2010, 15:05

Stupefacente osmosi tra musica e pittura.
A tratti struggente, a tratti ritmata, arricchita da melodie di suoni che dall’immanente trasportano verso il trascendente: è la chitarra di Antonio Onorato, eccezionale interprete internazionale di musica jazz. 
Chi ascolta, con gli occhi della propria natura incorporea, scruta una cornice incantata tra cromatismi di tavolozze che fondono la loro essenzialità tra estasianti accordi e tele espressive di vita e forza generatrice nell’ambito della mostra di pittura “Riflessi inconsci” di Maria Scognamiglio a Torre del Greco.  
E’ la sera del 5 maggio e Antonio Onorato ha voluto omaggiare con alcuni pezzi del suo ultimo CD “Emmanuel” l’amica Maria Scognamiglio.
Lo ha fatto esibendosi nei locali della mostra d’arte allestita dalla brava artista torrese.
Anche Antonio vive a Torre del Greco.
Amici da tempo e attratti ambedue dall’Arte intesa nelle sue variegate espressioni, hanno offerto al pubblico presente un’occasione di arricchimento culturale di elevato spessore.
E tutto questo è avvenuto a Torre del Greco dove dalla pittura alla musica, dalla scultura all’incisione, la Città del Corallo custodisce la fucina dell’Arte, dando i natali a tanti artisti. Anche se, purtroppo, sovente li dimentica.
Onorato, durante la sua performance, ha suonato “Emmanuel” che l’artista ne ricorda il significato etimologico: “Dio con noi”.
E’ una musica, arrangiata da Onorato, ma scritta da Michel Colombier, un compositore francese scomparso alcuni anni fa, autore di colonne sonore di diversi film di successo. “Una sorta di Ennio Morricone francese” ha spiegato l’artista.
Poi, ecco l’esibizione.
La musica penetra il cuore, il pubblico si placa, è attento, attratto da quelle note che s’infondono nell’ambiente.
I flash delle fotocamere lampeggiano riflettendosi sulle superfici lucide della chitarra. Tutti osservano le mani veloci e perite che sollecitano le corde e compongono gli accordi.
E alla fine di ogni brano, l’esplosione plaudente di compiacimento.
Eclettico ed umile, il “jazzista napoletano” sorride e ringrazia, poi riprende la chitarra e suona ancora. Un altro pezzo, un’altra storia.
Nelle sue tournée in America ha incontrato molti nativi americani. Gli Indiani.
“E’ una cultura da considerare” dice Antonio, “noi dovremmo apprendere da questa gente il senso della nostra esistenza – continua l’artista – loro sono consapevoli di appartenere alla Terra e non viceversa, noi ancora non l’abbiamo capito o, forse, lo abbiamo dimenticato”.
Ed ecco il brano dedicato agli indigeni d’America.
E’ uno spettacolo incredibile!
Proprio alle sue spalle, ci sono le opere di Maria Scognamiglio che rappresentano con inusitata maestria i volti di nativi americani.
Onorato offre al pubblico anche un brano dedicato al suo amico fraterno, l’attore Enzo Decaro.
Ed è ancora la chitarra ad echeggiare note che evocano suoni del mondo, tra nostalgia e voglia di vivere.
La serata, Antonio Onorato, la conclude con un brano semplicemente stupendo.
E’ una musica robusta, intensa, ricca di forza interiore, esaltante, appartenente alla materia eppure mistica, sostanziale ed evanescente, l’eterna dualità di anima e corpo: per epilogo, l’ovazione.       

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di Rossella Saluzzo
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