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Venti secoli d'immagini e cronache di un vulcano nella città

Torre del Greco: "Diario del Monte Vesuvio" di Giovanni P. Ricciardi presentato all'Associazione "La Giostra"


Torre del Greco: 'Diario del Monte Vesuvio' di Giovanni P. Ricciardi presentato all'Associazione 'La Giostra'
01/06/2010, 10:06

Un elegante cofanetto fa da custodia ai tre tomi, anch’essi di fine rilegatura, dell’Opera di Giovanni P. Ricciardi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – sezione di Napoli “Osservatorio Vesuviano”, dal titolo “Diario del Monte Vesuvio – Venti secoli d’immagini e cronache di un vulcano nella città”. 
E’ un testo che racconta attraverso le cronache e le testimonianze coeve, ma anche attraverso una ricca iconografia, la storia eruttiva del Vesuvio tra cronologiche interpretazioni mitologiche, filosofiche, alchemiche, religiose, antropologiche e scientifiche. Il solo sfogliare le pagine dei tre volumi dell’Opera, edita dalle Edizioni Scientifiche ed Artistiche (ESA) di Ferruccio Russo a Torre del Greco, arricchisce la conoscenza di questa straordinaria Montagna di fuoco che dona al Golfo di Napoli una delle più stupefacenti suggestioni paesaggistiche dell’intero mondo. La lettura del testo poi, accompagnata dalla visione delle immagini e dalle descrizioni attente e ricercate di ognuna di esse, lascia il lettore in una sorta di dipendenza, attirandone di continuo l’attenzione e sollecitando la sete di conoscenza.
La ricerca operata da Ricciardi, in oltre vent’anni di studio e pazienza certosina, è stata presentata all’Associazione culturale “La Giostra” di Torre del Greco, il 27 maggio scorso, dallo storico militare Flavio Russo, dal giornalista e divulgatore scientifico Gennaro Di Donna e dallo stesso Autore, moderati dal giornalista Salvatore Perillo.     
Gli interventi sono stati preceduti dalla proiezione di un video-documento realizzato da Gennaro Di Donna che ha anticipato, in venti minuti, attraverso le immagini sullo schermo e la sua voce narrante, il messaggio che emerge dal testo di Ricciardi.
Per lo storico Russo si tratta di una iniziativa editoriale tra le più complete che si siano mai scritte sul Vesuvio. Questo vulcano che oggi è in una fase di quiescenza, dà notevoli preoccupazioni alla Protezione Civile in caso dovesse riattivarsi il sistema. Le moderne tecnologie, comunque, e le esperienze dei vulcanologi, la presenza stessa dell’Osservatorio Vesuviano devono tranquillizzare quanti vivono con ansia il rapporto con il Vesuvio. I segnali di ripresa dell’attività vulcanica saranno rilevati e interpretati in tempo reale e non mancheranno altre tecnologie, anche di tipo militare, a fronteggiare e risolvere l’emergenza.
Per Gennaro Di Donna la lettura del manoscritto è stata un’intensa emozione. La stessa emozione di quando, nei primi anni ’80, all’Osservatorio Vesuviano, lesse e studiò un volume pubblicato dal Servizio Geologico degli Stati Uniti d’America sull’eruzione del 18 maggio 1980 del vulcano St. Helens, situato nello Stato americano di Washington. Di Donna, che studia da oltre trent’anni le Scienze della Terra e in particolare vulcani e terremoti, parla dell’Opera di Ricciardi con grande entusiasmo. “Soltanto una grande passione come quella di Giovanni poteva dar vita a qualcosa di questa portata – dice Di Donna. E’ inspiegabile quello che si è verificato negli ultimi 50 – 60 anni. Il territorio ha avuto uno sviluppo urbanistico abnorme, assolutamente in contrasto con l’insistenza del Vesuvio. Sarebbe ora che si smettesse di fare demagogia e cominciare ad adottare una seria politica del territorio, scoraggiando ogni attività capace di deturpare, abusare, offendere, calpestare, distruggere quanto la Natura ha realizzato. Ogni abuso è un oltraggio alle generazioni future”.
Salvatore Perillo, con l’eleganza delle sue parole, cita autori classici con grande naturalezza. Tra questi il poeta spagnolo Marziale che in un celebre epigramma racconta di quanto gli dei si fossero pentiti di aver avuto così tanto potere nella distruzione del territorio, caro a Bacco, con l’eruzione del 79 d.C.
Giovanni P. Ricciardi racconta il rapporto che la popolazione ha avuto in passato con il vulcano in eruzione. La gente non conoscendo altre forme di protezione, quando il Vesuvio infuriava con lave, lanci di lapilli e pioggia di cenere, si rivolgeva a San Gennaro, questo Santo che già dall’eruzione del 472 d.C. assurgeva a domatore del Vesuvio.
Secondo Gennaro Di Donna, Ricciardi ha scritto quest’opera senza fare dottrina. Egli guida, semplicemente, il lettore a seguire le testimonianze scritte da osservatori coevi agli eventi vulcanici, fornendo al fruitore, in un unico e prezioso testo, un patrimonio straordinario di elementi d’indagine che accompagnano la storia del Vesuvio. Un lavoro che può configurarsi quale prodromo di una ricerca sistematica, capace di dare risposte e intuizioni innovative sul comportamento del nostro vulcano.
Alla presentazione del volume ha fatto seguito un lungo dibattito con il pubblico dal quale è emerso non soltanto la curiosità di sfatare le false credenze, di avere più informazioni sui piani di evacuazione, ma anche una polemica contro la politica locale, colpevole di non fare una seria programmazione sul rischio Vesuvio, né corsi di formazione e preparazione della popolazione.
La classe dirigente - secondo il pubblico presente in sala - dovrebbe partecipare ai dibattiti come questo e incontrarsi con gli scienziati per programmare seriamente la politica del territorio vesuviano.  
 
 
Nella foto: Gennaro Di Donna, Salvatore Perillo, Giovanni P. Ricciardi e Flavio Russo
 
 
 
 

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di Rossella Saluzzo
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