Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

L'inchiesta storico-giornalistica scritta con Provvisionato

Torre del Greco. Ferdinando Imposimato ha presentato il volume "Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro."


Torre del Greco. Ferdinando Imposimato ha presentato il volume 'Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro.'
04/02/2011, 09:02

Venerdì 28 gennaio, nel salone del Circolo Nautico in Torre del Greco, Angelo Ciaravolo ha organizzato una serata molto interessante, invitando due ospiti d’eccezione: Ferdinando Imposimato e Antonio Esposito.
Avvocato penalista, Ferdinando Imposimato è Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo. E’ stato giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l’attentato al Papa Giovanni Paolo II (1981), l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione, occupandosi anche della strage di Piazza Nicosia. Ha scoperto, inoltre, la pista bulgara in Europa e le connessioni internazionali del terrorismo.
Antonio Esposito, già magistrato all’età di 25 anni, è Presidente di Cassazione, ha dato un contributo giuridico alla stesura del volume “Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell’inchiesta racconta”, scritto insieme al giornalista Sandro Provvisionato,  ed edito da Chiarelettere, 2008.
“Finalmente la verità sul caso Moro è in gran parte tratteggiata nel libro. Molti squarci sono stati aperti” – esprime orgoglioso il Presidente di Cassazione Esposito dopo anni di ricerche, materiale prezioso per raccontare la vera storia dei cinquantacinque giorni che vanno dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano. Inoltre, sottolinea il Presidente di Cassazione Esposito che il suo collega Ferdinando Imposimato non ha mai fatto dietrologia. “Il volume basa tutte le sue argomentazioni – continua il Presidente Esposito - sulle forze che non volevano la liberazione di Aldo Moro”. Imposimato, che nel volume argomenta la sua indagine storico-giornalistica scritta con Sandro Provvisionato, ha dichiarato che è stato sempre nemico delle dietrologie. Ha raccontato che ha iniziato a occuparsi del caso di Aldo Moro dopo sette giorni dalla sua uccisione.
In sette occasioni Moro poteva essere salvato, ma nelle stanze del potere qualcuno tramò perchè venisse ucciso. Una tragedia lunga trent’anni: sei processi, un’infinità di istruttorie e tre commissioni d’inchiesta non sono bastati a scoprire tutta la verità sulla strage di via Fani ed il sequestro di Moro.
Nella lunga indagine uno dei magistrati più impegnati a dipanare gli infiniti misteri del caso, ripercorre i meandri dell’inchiesta. Emerge lo spaccato di un’Italia fatti di intrighi, imbrogli e rivalità, ma anche di smisurata violenza, di atti di Governo volutamente mancati che, in un complicato intreccio tra politica, servizi segreti italiani e stranieri, logge massoniche e terrorismo italiano dalle mille propaggini internazionali, porterà inevitabilmente alla morte del prigioniero Aldo Moro.
Lo statista  - ricorda Imposimato - ha il merito di aver formulato il 90% della Costituzione, quella stessa Costituzione che oggi qualcuno vorrebbe modificare. 450 anni prima di Cristo Aristotele diceva “Noi vogliamo essere governati dalla Costituzione e non dagli uomini che sono schiavi delle passioni”. Ai posteri l'ardua sentenza.
 
Nella foto: Antonio Esposito e Ferdinando Imposimato.

Commenta Stampa
di Rossella Saluzzo
Riproduzione riservata ©