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In scena la celebre commedia di Armando Curcio

Torre del Greco. "I casi sono due" con Carlo Giuffrè e Angela Pagano


Torre del Greco. 'I casi sono due' con Carlo Giuffrè e Angela Pagano
23/03/2011, 20:03

 
I casi sono due è una celebre commedia scritta da Amando Curcio, noto giornalista, scrittore, editore che scrisse La fortuna con la effe maiuscola, in collaborazione con Eduardo De Filippo, Casanova farebbe così! con Peppino De Filippo, Basta il succo di limone! con Eduardo, Tarantella napoletana, Lionello e l’amore, Funiculì funiculà e A che servono questi quattrini.
Venerdì 18 marzo al Cinema Teatro Corallo in Torre del Greco Carlo Giuffrè e Angela Pagano, rispettivamente il Barone Ottavio Del Duca e la baronessa Aspasia, sono stati i protagonisti della commedia “I casi sono due” con Vincenzo Borrino nel ruolo del cameriere Giuseppe, Ernesto Lama che ha interpretato il cuoco Gaetano, Paola Verrazzo nel ruolo della cameriera Maria, Pier Luigi Iorio nelle vesti del maggiordomo Federico, Danilo della Calce nel ruolo dell’investigatore Sormani, Gennaro Di Biase nel ruolo di Gaetano II, alias babbo babbo, Vincenzo La Marca in Ciro Manfrecola il contadino di Afragola.
 
Dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica nella stagione teatrale 2009/2010, la Diana Or.i.s ripropone, per questa stagione, lo spettacolo “I casi sono due” di Armando Curcio che vede come protagonista uno strepitoso Carlo Giuffrè con tutta la sua affiatata compagnia. Le scene e i costumi sono di Aldo Terlizzi, le musiche di Francesco Giuffrè e la regia è curata abilmente dello stesso Carlo Giuffrè. L’atmosfera della commedia ambientata gli anni ’40 viene sottolineata dalle indimenticabili musiche di C.A. Bixio come “Torna Piccina Mia”, “Vivere”,“La canzone dell’amore” e “Parlami D’Amore Mariù”.
 
Lo spettacolo, che ha toccato tutte le principali città italiane Roma (Teatro Quirino), Milano (Teatro Carcano) e Napoli (Teatro Diana), ha registrato ovunque il tutto esaurito. La commedia si snoda attorno alle vicende del vecchio barone Ottavio Del Duca che, non avendo avuto figli dalla moglie, decide di cercare un figlio illegittimo avuto in gioventù che dovrebbe avere trent'anni. Grazie all'aiuto dell'improbabile investigatore Sormani lo trova in casa sua, dove lavora come cuoco Gaetano Esposito, bugiardo matricolato e furbone patentato che viene improvvisamente elevato al rango di baronetto.
 
Carlo Giuffrè, nell’intervista che segue, parla della sua compagnia teatrale e della sua formidabile esperienza professionale con i maggiori esponenti del teatro italiano.
Quale commedia, tra le innumerevoli che ha portato in scena, secondo il suo giudizio, è piaciuta di più al pubblico?
"Fra le tante Commedie che sto recitando da più di 30 anni, da quando cioè ho una mia Compagnia (nei primi 10 anni assieme a mio fratello Aldo e poi da solo), non saprei proprio dire quale sia quella che è piaciuta di più al pubblico.
         Ho ricevuto nel 1999 l’ambito premio “Renato Simoni” la cui motivazione fra l’altro dice: sempre più forti e quasi esclusivi con il sopraggiungere della maturità, si sono fatti in lui l’impegno e la responsabilità di “Custode della grande tradizione attoriale napoletana”. Ed ecco quindi la mirabile serie di spettacoli destinati a restaurare un repertorio otto-novecentesco con accento nobile da Scarpetta a Curcio, e a mantenere vivo nella coscienza e nel cuore degli spettatori, con un marchio costante e inconfondibile di intelligenza critico-storica, il patrimonio di questo meraviglioso repertorio".
Quante commedie di Eduardo e di Armando Curcio ha recitato?
         "Ho recitato sei Commedie di Eduardo,  di Armando Curcio ne ho realizzate tre: “A che servono questi quattrini”, “La fortuna con la effe maiuscola” (scritta con Eduardo) e “I casi sono due”, che fu – nel 1982 - la prima Commedia realizzata con la Diana OR.I.S. di Lucio Mirra, che produce ormai i miei spettacoli da 30 anni".
Può citare alcune critiche sulla commedia “I casi sono due”?
         "Fu un inizio travolgente, piacque molto a Federico Fellini, che vide lo spettacolo tre volte e scrisse fra l’altro “Ecco il teatro quello vero che funziona da sempre, come una bella festa fra vecchi amici con cui stai subito bene” e concludeva dicendo ”Nutrendo la speranza che tutto ciò che di spensierato, allegro, buffonesco, patetico, assurdo e straziantemente umano, hai visto accadere su quel palcoscenico, spente le luci e uscito dal teatro, tu possa ritrovarlo fuori nella vita! ”
         Il critico Enrico Fiore del Mattino di Napoli scrisse: “E’ uno degli spettacoli più compatti, calibrati e divertenti che si siano visti negli ultimi anni.”
    Giovanni Raboni, sul Corriere della Sera scrisse: “Avrò il coraggio di dire che “I casi sono due” di Armando Curcio, messo in scena da Carlo Giuffrè che lo interpreta da par suo, è lo spettacolo più bello di questa stagione?  Si, ormai l’ho detto e spero di essere creduto! Giuffrè ne ha tirato fuori un capolavoro di intelligenza, di comicità pacatamente irresistibile, di scintillante malinconia”.
         Per questo  rimetto in scena la Commedia, perché piacque molto allora ai critici e al pubblico e sono certo che piacerà anche questa volta; ho dei bravi attori accanto a me e soprattutto ho la fortuna di avere al mio fianco Angela Pagano, grande amica e grandissima attrice".
         Su il sipario e buon divertimento!
 
 

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di Rossella Saluzzo
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