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Kairòs e Kronos: il viaggio dell'anima tra pittura e musica

Torre del Greco: I "Riflessi inconsci" di Maria Scognamiglio e il "Kairòs" di Ivana D'Addona


Torre del Greco: I 'Riflessi inconsci' di Maria Scognamiglio e il 'Kairòs' di Ivana D'Addona
17/05/2010, 11:05

“Benvenuti nel nostro Kairòs, il tempo dell’anima”. Con queste parole è iniziata la serata presentata da Cornelia Labbrozzi, elegante e raffinata cultrice d’arte, dal volto di classica memoria che trasfonde gentilezza e grazia in tutti i suoi gesti. Con la sua voce suadente, eppure ferma e decisa, anticipa una serata dalle note impetuose e calde di una donna in continuo fermento artistico: Ivana D’Addona.
Nella personale pittorica di Maria Scognamiglio “Riflessi inconsci”, suoni e colori si fondono con lo scopo di “estroflettere le emozioni dei convenuti”.
Kairòs richiama il viaggio artistico di Ivana. Lo spettatore, con il suo percorso interiore, elabora ed assimila il messaggio che la musicista lascia schiuso allo spirito.
Il suo opposto è kronos, il tempo finito che, quando mostra il lato bello, ecco che diventa il tempo giusto, l’occasione. La serata del 15 maggio è stata l’occasione giusta per intraprendere un viaggio personale, nel tentativo di catturare con la memoria l’energia positiva della musica di Ivana D’Addona.
Ivana, con eleganza e leggiadria, accentua ora con vigore, ora sfiorando dolcemente i tasti del piano, l’estensione naturale della sua anima. Sembra rincorrere il tempo con irrequietezza, fino a trovare appagamento nella serenità del suo Kairòs.
La musica di Ivana va  ascoltata ma anche vissuta col senso della visione, per godere in pieno la sua forte personalità. E’ lei stessa uno spettacolo. Ella esprime la sua musica in un ondeggiare straordinario delle sue membra che appaiono raccolte in un’armonia di affascinante sincronicità con le frequenze sonore emesse dal piano.
E’ una performance vibrante e stimolante per l’intelletto. Tutte le arti vivono in simbiosi e l’appagamento dei sensi è raggiunto. Il rapimento dell’arte è compiuto.
Ivana respira la sua musica, va in estasi, chiude gli occhi, la bocca si schiude, quasi a voler soffocare un urlo di dolore. Si assiste con l’udito e con la vista alla rappresentazione più vera dell’esaltazione dello spirito nella sua eterna dualità con il tempo finito, quel tempo che è limite per tutti gli esseri viventi di questo mondo.
La musica del M° D’Addona, in definitiva, sublima il tempo dell’anima allo scorrere inesorabile del tempo fisico. La dualità tra Kairòs e Kronos sembra annullarsi con quelle note, perché in ognuna di esse domina il tempo infinito del Creato.
Kairòs è anche il titolo del quarto CD realizzato da Ivana che dà il nome alla sua lunga tournée in corso.
Ivana D’Addona ha un grande sogno: lei ama il territorio vesuviano e il Vesuvio in particolare tanto da dedicargli un inno. Il suo sogno è tenere  un concerto lassù, sul Vulcano a quota mille.
Il turismo di qualità, così, comprenderebbe, oltre alla mostra permanente “Creator Vesevo”, anche la musica di una pianista che, con la sua maestria, può rilanciare il territorio vesuviano.
Con il concerto di Ivana D’Addona chiude la galleria d’arte di Maria Scognamiglio. I torresi perdono un notevole riferimento culturale. In 24 giorni molti si sono esibiti. Ma il tempo ha bruciato tutte le tappe e con esse la speranza della continuità. Almeno per il momento.
 
 

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di Rossella Saluzzo
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