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Il rigore alla base della vita dell'avvocato Mainiero

Torre del Greco. I Rotariani ricordano Giuseppe Mainiero


Torre del Greco. I Rotariani ricordano Giuseppe Mainiero
08/03/2011, 12:03

Il 23 febbraio 2011, nel giorno del genetliaco del Rotary, nel suo 106 esimo anno di vita, i Rotariani di Torre del Greco hanno ricordato l’avvocato Giuseppe Mainiero Socio storico del Sodalizio e già suo Presidente, scomparso il 25 ottobre scorso.
 
Il Rotary, è considerato Associazione che fa dell’interpretazione dei valori etici della responsabilità, il suo tratto distintivo e del “Service above self” cioè del servizio,  il metodo per interpretare questi valori nel concreto della vita sociale e professionale di ciascun Rotariano.
 
Esso è anche lo spazio adatto anche per trovare spazio  per l’approfondimento anche dialettico di tematiche importanti, della dimensione umana nell’evolversi dei tempi, di progettualità sul territorio.
 
Il Presidente del Rotary Club di Torre del Greco Giuseppe Bottiglieri ha dato inizio alla serata con il suo personale contributo sull’amico Giuseppe Mainiero.
 
Sono intervenuti i Past President del Club  Rotary Giuseppe Ascione e Romeo del  Giudice, i Past Governor del Rotary prof.  Antonio Carosella e avv. Guido Parlato., l’avv.  Gennaro Torrese, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata,  il dott.  Luigi Pappalardo, il prof. Gregorio Laino Assistente del Governatore nel corrente anno.
 
Erano presenti la moglie Colomba Mainiero e i figli dell’illustre avvocato.
 
Le prime parole pronunciate da Giuseppe Ascione sulla figura di Mainiero sono importanti per comprenderne l’animo: “Peppino Mainiero era un uomo intransigente. Innanzi tutto con se stesso. Anche con gli altri. Alla base della sua vita aveva messo il rigore e ne aveva fatto un valore di riferimento per tutti i suoi atti.
In tempi come quelli che la storia ci ha dato da vivere, credo che tutti concordiamo che un uomo così è raro, certamente non è osannato, non ha spazi sui giornali, né in televisione.
Il rigore che non faceva sconti a nessuno, nasceva in Mainiero nel proprio forte, radicale e radicato senso etico.
 In realtà Mainiero non sapeva non essere coerente con i propri valori di riferimento anche a costo dell’impopolarità e questo, sia ben chiaro, pur avendo partecipato a numerose competizioni elettorali.
Mainiero non ricercava il consenso a tutti i costi, al costo della propria dignità. Avvertiva un evidente fastidio quando si trovava a contatto con quelli che Egli considerava disinvolti parolai, opportunisti, arrivisti,  con gli esibizionisti, millantatori di cui sono pieni i nostri tempi, gli ipocriti o, peggio, di quelli che riteneva corrotti o corruttori.
 
E, tutti sappiamo bene, che non faceva nulla per dissimulare questo fastidio quasi che l’atteggiamento distaccato, la manifestazione di un’altera differenziazione fosse la conseguente, necessaria, inevitabile comunicazione della propria intransigente coerenza, di un proprio atteggiamento morale, di una diversità – “alterità” - morale non celata, non celabile.
Un uomo così non poteva non trovare nel Rotary il suo spazio naturale, la forma associativa che più e meglio avrebbe interpretato il bisogno etico, la moralità a cui ambiva il nostro caro Peppino”.
 
Giuseppe Ascione ha ricordato  una frase che Mainiero prese in prestito da Gandhi per congedarsi dal suo uditorio in una delle sue ultime pubbliche uscite. “Ho immaginato – sottolinea Giuseppe Ascione - che con questa frase Egli volesse sintetizzare il suo impegno di vita e di Rotary:
 
L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza lavoro, con gli affari senza morale con la religione senza fede.
 
L’uomo che rinunzia alla propria dignità,  l’uomo senza valori,  rende minima la sua condizione.
 
“Noi insieme a Peppino Mainiero, noi che oggi raccogliamo il suo invito ed il suo augurio, non rinunzieremo alla dignità, mai”.
 

Nella foto la famiglia Mainiero.
Foto di Mimmo Torrese
 
 
 
 
 
 
 
 

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di Rossella Saluzzo
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