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20 secoli di immagini e cronache di un vulcano nella città

Torre del Greco: l'Associazione architetti e ingegneri ospita "Diario del Monte Vesuvio"


Torre del Greco: l'Associazione architetti e ingegneri ospita 'Diario del Monte Vesuvio'
12/06/2010, 09:06

Il 9 giugno scorso, nella sala dell’A.T.I.A. - Associazione Torrese Ingegneri e Architetti – in via Marconi a Torre del Greco, è stato presentato il volume Diario del Monte Vesuvio - Venti secoli di immagini e cronache di un vulcano nella città di Giovanni P. Ricciardi. Un cofanetto di tre tomi realizzato dalle Edizioni Scientifiche ed Artistiche -E.S.A. - di Torre del Greco.
L’ingegnere Pietro Costabile, presidente dell’Associazione, dopo un breve saluto ha presentato al pubblico in sala Giovanni P. Ricciardi, autore del volume, Gennaro Di Donna, relatore e Salvatore Perillo, moderatore dell’incontro.
Dopo una dotta introduzione all’opera di Ricciardi alla luce di una visione classica, ricca di sentenze latine enunciate con formidabile competenza dal giornalista Salvatore Perillo, Gennaro Di Donna, anch’egli giornalista e divulgatore scientifico, ha evidenziato l’importanza dell’esistenza di un’opera come Diario del Monte Vesuvio, dove Giovanni P. Ricciardi non descrive soltanto la storia eruttiva del Vesuvio. L’Autore, ricercatore dell’I.N.G.V. presso l’Osservatorio Vesuviano, infatti, introduce il discorso partendo dalle origini della vulcanologia, attraverso un percorso coerente di filosofia classica, alchimia, metafisica, scienza moderna.
L’evoluzione della conoscenza dei vulcani viene vissuta attraverso la consultazione delle pagine di Ricciardi che con perizia scientifica, grande passione, spirito di sacrificio, ricerca certosina delle fonti scritte ed iconografiche, è riuscito a dare al fruitore una gran mole di testimonianze e di cronache coeve alle eruzioni del Vulcano partenopeo negli ultimi 2000 anni.
“La storia del Vesuvio va studiata con attenzione – dice Di Donna – e il volume di Giovanni ce ne dà la possibilità. Ricciardi, prosegue Di Donna, fornisce in un solo corpo editoriale quanto, in assenza, andrebbe rinvenuto in biblioteche nazionali ed internazionali, in archivi pubblici e privati e persino negli Archivi Segreti Vaticani!
Diario del Monte Vesuvio rappresenta uno strumento di grande utilità per i ricercatori, i docenti, i giornalisti, gli operatori di Protezione Civile, gli studenti, gli amanti dell’Arte e per quanti, appassionati o semplici cittadini, intendessero apprendere e scoprire sì, la storia del Vesuvio degli ultimi due millenni, ma anche l’interazione che questo vulcano ha avuto con gli abitanti del suo territorio. Il Diario dovrebbe, comunque, trovare posto sugli scaffali delle librerie di tutti i cittadini vesuviani e napoletani.
Questo volume descrive non solo la testimonianza nei secoli delle eruzioni, degli spaventi e delle preghiere a dei e semidei, a Dio e ai Santi protettori, ma è anche uno straordinario scrigno di antropologia vesuviana.
La lettura di Diario del Monte Vesuvio fa comprendere come i vesuviani, che Wolfgang Goethe definiva -…costretti tra Dio e Satana - abbiano interagito con il Vesuvio durante le diverse eruzioni .”
 “Perché – si chiede Ricciardi – la gente, dopo le eruzioni vesuviane, è sempre ritornata su questi luoghi? La risposta si può leggere già nel motto della Città corallina, Torre del Greco. Sullo Stemma della Città, infatti, è riportata la frase in latino “Post fata resurgo”. Dopo la catastrofe risorgo. Dimostrando l’attaccamento alle proprie radici degli abitanti di queste zone”.
Oggi, il territorio del Vesuvio è oppresso dall’abusivismo, dall’incuria, dalla mancanza di una seria politica del territorio capace di far riprendere i fasti del Grand Tour. Tutto appare labile se confrontato ai problemi che affliggono l’area vesuviana. Città alle prese con emergenze di ogni tipo, sembrano riluttanti al dialogo sui rischi derivanti da una eventuale emergenza vulcanica. Ancora oggi, per molti, come disse Carlo III di Borbone, “Ci penseranno Iddio, l’Immacolata e San Gennaro!”.
 
Nella foto: Giovanni P. Ricciardi, Salvatore Perillo, Pietro Costabile e Gennaro Di Donna.
 
 
 

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di Rossella Saluzzo
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