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Estrinsecazioni artistiche di un animo vivace

Torre del Greco: Lo psicologo Paolo Albino legge l'anima di Ciro Adrian Ciavolino


Torre del Greco: Lo psicologo Paolo Albino legge l'anima di Ciro Adrian Ciavolino
29/05/2010, 16:05

Paolo Albino, psicologo e psicoterapeuta, il 26 maggio scorso ha intervistato nella Sala Convegni della Libreria Alfabeta di Torre del Greco, il maestro di pittura Ciro Adrian Ciavolino, nell’ambito del ciclo “Interviste sull’Arte”.
Questa iniziativa è nata da un’idea di Albino e dalla sensibilità di Carmine Paino che, da anni, offre il supporto logistico e culturale ad ogni espressione artistica di Torre del Greco.
Albino, con la sua voce pacata e rassicurante, ha condotto la discussione sulle peculiarità dell’atto creativo, cioè su quel processo che sottende all’opera d’arte.
“La creatività - secondo una definizione rinvenuta in Rete - è un tempo mentale e fisico che si deve esprimere in ogni ambito dell’esistenza. Essa è in ogni essere umano. È l’unione di femminile e di maschile, di spirito e di anima, indissolubilmente presenti nel corpo e nella psiche”.
Alla parola arte spesso si associano due termini che etimologicamente esprimono l’assolutezza dell’accezione: fuoco e sacro. Il termine fuoco sembra che sia collegato al verbo latino foveo e a quello greco phos, ossia luce. Quindi il fuoco rappresenta la vita, la metamorfosi, la luce come catarsi.
Il sakros sancisce una alterità, un essere “altro” e “diverso” rispetto all’ordinario, al comune, al profano.
L’Arte diventa, così, una forma di catarsi e di distinzione.
Dalla discussione è emerso che le opere del maestro Ciavolino sono ben individuabili, in quanto, anche su committenza, egli vi conferisce le sue personali modalità espressive.
L’artista, degno di tale appellativo, rivela il suo stile in ogni caso. Nella pittura del Maestro c’è il colore, c’è la luce di Napoli. Le opere di Ciavolino, infatti, si differenziano dai pittori non napoletani perché assorbono la cultura di un diverso retaggio.
La pittura di Ciavolino richiama alla mente artisti come Domenico Morelli, Antonio Mancini, Filippo Bellizzi. Contemplando la produzione artistica del Maestro si osserva con pienezza l’essenza culturale della sua terra, della realtà in cui vive. Ogni sua creazione, poi, rievoca eventi e cromaticità della sua infanzia.
In altre parole, la memoria è la cassaforte a cui si attinge per prelevare il materiale con cui lavorare, come dice lo stesso Ciavolino. Il pittore, attraverso la fase mnemonica, rievoca quel mondo non più appartenente alla realtà che vive.
Ciavolino affianca al linguaggio dei colori le espressioni, anch’esse intrise d’arte, della scrittura. Da sempre ha dato sfogo all’irrefrenabile bisogno di profondere cultura attraverso articoli dedicati alla conoscenza delle realtà artistiche e sociali, proponendo, soprattutto, quelle della Città del corallo.
 “La pagina è come la tela - dice Ciavolino -. Essa è lì. Occorre renderla secondo un equilibrio di forme, di forze, di spazi. La scrittura deve avere un colore, un peso, un margine di identificazione tanto da farsi comprendere dal lettore. Deve rivestirsi di una sua armonia, di un suo ritmo. La scrittura è una sinfonia, fatta di moto andante, di pause, di fasi in crescendo, di punto e di contrappunto”.
Albino, analizzando il processo di creatività, ha evidenziato come un processo di catarsi, quindi di liberazione, avviene nella psiche dell’Artista.
In conclusione, si riesce a scrutare nell’animo di Ciro Adrian Ciavolino il confluire di elementi sostanziali che ne rendono l’unicità artistica: il pittore, il cittadino torrese, il paesaggio, l’infanzia, le persone che gli sono accanto. Queste le tessere di un mosaico di sensazioni straordinariamente espresso in ogni sua opera.
L’attrice Eva Contigiani, con la consueta bravura, ha letto alcuni brani tratti dal libro di Ciro Adrian Ciavolino Conchiglie per una Signora, 2008 - edizioni Duemme – Torre del Greco.
Oscar Wilde scrivendo sull’Arte, così espresse il suo pensiero: La vera scuola dell’Arte non è la Vita, ma l’Arte stessa.
 

Nella foto: Ciro Adrian Ciavolino e Paolo Albino
 

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di Rossella Saluzzo
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