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L'entusiasmante spettacolo di Giuseppe Gargiulo

Torre del Greco. "Operetta ... che passione!"


Torre del Greco. 'Operetta ... che passione!'
04/02/2011, 09:02

“Operetta … che passione!” è il titolo dello spettacolo diretto dal regista Giuseppe Gargiulo e portato in scena da La Compagnia del Mezzogiorno il 29 e il 30 gennaio 2011 al Teatro del Centro in Viale Libia in Torre del Greco.
Gli attori Pino Brancaccio, Eugenia Ferrantino, Rita Di Somma, Angelo Scarpati, Maria Pacilio, Decio Delle Chiaie, Ottavio Aprea e Andrea Di Ronza hanno interpretato le parti salienti di tre operette molto famose e amate dal pubblico: “L’acqua cheta”, “Il paese dei campanelli” e “La vedova allegra”.
“L’acqua cheta” è un’operetta scritta da Augusto Novelli e da Angelo Nessi, e musicata da Giuseppe Pietri. Sono ormai trascorsi più di novant’anni dalla prima rappresentazione, era il 27 novembre 1920 a Roma, e l’operetta, da allora, non ha perso né la vivacità musicale, né l’immediata godibilità e, soprattutto, l’aspetto coreografico. Sono proprio le danze a costituire il nucleo fondamentale dello spettacolo e non poteva mancare il balletto del can can, eseguito dalle danzatrici del Balletto del Centro, suscitando l’entusiasmo degli spettatori. Le ballerine hanno ballato con verve ed eleganza, svolazzando come libellule in festa, arricchite dai preziosi costumi creati dalle sapienti mani di Ottavio Aprea. La Compagnia del Mezzogiorno ha interpretato alcuni brani famosi, tra cui “La canzone della Rificolona”, che fa parte dell’operetta “L’acqua cheta”. I bravi e versatili attori hanno interpretato, poi, “Il paese dei campanelli”, operetta scritta da Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato. Fu composta nel 1923 ed andò in scena il 23 novembre di quello stesso anno al Teatro Lirico di Milano. Gli interpreti torresi hanno cantato alcuni brani, fra cui “Luna, tu, non sai dirmi perché?”, conosciuto anche come fox della Luna. Infine, La Compagnia del Mezzogiorno ha portato in scena “La vedova allegra” di Franz Lehàr”, musicata su libretto di Viktor Léon e Leo Stein. L’operetta, ambientata a Parigi, parla del tentativo dell’ambasciatrice Pontevedrina di far sposare la ricca vedova Hanna Glavari con il conte Danilo, sua antica fiamma. L’intreccio coinvolge l’ambasciatore Zeta e il suo cancelliere Niegus, e nasce la storia d’amore della moglie del barone Zeta, Valencienne, con il diplomatico francese Camille de Rossillon.
L’operetta, conosciuta anche come piccola lirica, è un genere teatrale e musicale nato nella seconda metà dell’Ottocento in Francia e in Austria. Riproporla oggi, sembra un valido espediente per ritrovare l’entusiasmo della vita e la genuinità dei buoni sentimenti. Il lieto fine, almeno in teatro, è quasi d’obbligo.
 
 

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di Rossella Saluzzo
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