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Storia di Emma Lyon Hamilton

Torre del Greco: "Una Lady alla Corte dei Borbone" - mostra d'arte di Ciro Adrian Ciavolino


Torre del Greco: 'Una Lady alla Corte dei Borbone' - mostra d'arte di Ciro Adrian Ciavolino
15/09/2010, 09:09

Nell’ambito del ciclo “Estate a Torre 2010”, su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura e dell’Assessorato alle Politiche sociali, il 16 settembre e fino al prossimo 23, il maestro Ciro Adrian Ciavolino presenterà, nei saloni di Villa Macrina a Torre del Greco, la personale di pittura dal titolo “Una Lady alla Corte dei Borbone. Storia di Emma Lyon Hamilton”. Venti opere dedicate alla bellissima avventuriera inglese, che a Napoli fu ospite dell’ambasciatore di Sua Maestà Britannica Lord William Hamilton.
L’ambasciatore, un intellettuale, cultore e grande collezionista di antichità greco-romane, fu letteralmente rapito dalla bellezza delle terre di fuoco del Regno delle due Sicilie. Nelle sue epistole inviate alla Regina, descrisse gli incanti dei Campi Flegrei e del Vesuvio, pubblicando, tra gli altri, un volume illustrato con straordinari disegni del pittore inglese Pietro Fabris.
Quando ebbe  sessant’anni, nel 1791, sposò Emma Lyon che, da allora, fu ricordata Lady Hamilton.
Una donna di rara bellezza, ritratta da pittori celebri, come George Romney, Thomas Lawrence, Charles Greville.
Il maestro Ciavolino, che è considerato uno dei massimi rappresentanti della pittura figurativa moderna napoletana, è stato anch’egli ispirato dalla prorompente femminilità della Lady e percorrendo le vie dell’estro, attraverso le sue matite, racconta quegli avvenimenti storici che, soltanto un artista può sostanziare con significativa sintesi grafica.
Lo storico d'arte Ernesto Pinto afferma che “Ciro Adrian Ciavolino, con questa serie di opere sulla vita e la società napoletana ai tempi di Lady Hamilton, fa rivivere personaggi, storie, emozioni, mediante segni gentili e colori brillanti, narrando la storia di una donna, simbolo di estro e femminilità di forte presenza”. Pinto, attenendosi alle tecniche grafiche, focalizza la sua attenzione sul bianco dei fondi che considera “accecante e indistinto”, nel contempo, continua Pinto “esalta il ritaglio delle figure e degli oggetti, rimandando volutamente ad uno spazio atemporale, in un concerto descrittivo dove non mancano riferimenti storici, ambientali e paesaggistici”. Conclude Pinto: “Il senso di questo percorso, non è legato semplicemente ad una tematica più o meno accattivante, è l’esemplificazione di visioni filtrate dalla erudizione di un artista nella cui mente sedimentano scritti, immagini ed emozioni che premono alla porta della materialità, per dar vita a scene di un passato ancora vivo nella cultura napoletana”.
 
 
Nella foto: Giacomo Fiorentino e Ciro Adrian Ciavolino.

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di Rossella Saluzzo
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