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In mostra "La Peste" fino al 3 novembre

Tosatti "riapre" la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano

La chiesa è rimasta chiusa per oltre sessant'anni

Tosatti 'riapre' la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
07/10/2013, 11:13

Napoli - Imperdibile. Prima di entrare, uno alla volta, il custode ha premura di far firmare una liberatoria nella quale il visitatore si assume la piena responsabilità di eventuali danni dovuti all’ambiente “precario”. Necessario questo perché lo scrigno della chiesetta dei Santi Cosma e Damiano è rimasto chiuso per oltre sessant’anni ed è in stato di avanzato degrado. Il visitatore si trova dunque solo in un ambiente carico di fascino e mistero, la cui autenticità non è stata intaccata, ma valorizzata, dall’opera contemporanea di Gian Maria Tosatti. La sua installazione ambientale, intitolata “La peste”, si fonde magnificamente con il contesto. Forse, uno dei rarissimi casi in cui un fruitore medio riesca a cogliere da solo il vero senso di un’opera contemporanea. Questo primo intervento di Tosatti s’inserisce all’interno di un progetto più ampio, che reca il nome di “Sette stagioni dello spirito”, una cosmologia che prevede appunto sette tappe nella città di Napoli e che è tesa a riscoprire il ruolo sociale dell’artista. Obiettivo centrato, perché il fuoco, all’interno del decadente sito dei Banchi Nuovi, carica di ulteriore angoscia l’astante che si sente invaso dalla “peste”. In un attimo e senza alcuna spiegazione, nella mente riaffiora il senso universale della distruzione e dell’abbandono. Quello che attanaglia, come un’endemica malattia, la chiesa con la sua piazza, i vicoli adiacenti, la città. E poi c’è la meraviglia di avere un luogo tanto carico di valore e bellezza tutto per sé, quasi non possa più ripetersi nella vita una simile esperienza.

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di Arianna Piccolo
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