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Tra striscioni e bandiere in tremila alla 'festa' del Blocco studentesco a piazza della Repubblica


Tra striscioni e bandiere in tremila alla 'festa' del Blocco studentesco a piazza della Repubblica
08/05/2010, 09:05

Riceviamo e pubblichiamo

Roma, 7 maggio - Tremila persone hanno affollato questa mattina piazza della Repubblica a Roma per la manifestazione del Blocco studentesco intitolata alla 'Giovinezza al potere'. Studenti da tutta Italia, dalla Valle d'Aosta alla Sardegna, ma anche simpatizzanti dell'organizzazione studentesca e di CasaPound Italia e tanti curiosi per una vera e propria festa che si è svolta all'insegna della musica.
Bandiere con il fulmine cerchiato, palloncini e striscioni hanno fatto da sfondo al sit in organizzato in vista delle elezioni universitarie del 12 e 13 maggio prossimo. Sul palco si sono alternati i candidati al Cnsu, il Consiglio nazionale degli studenti universitari, della circoscrizione Nord Ovest, Centro e Sud, Federico Depetris, Francesco Polacchi, Matteo Centonze, e i candidati alle consultazioni locali di Tor Vergata, Noah Mancini, e Roma Tre, Alberto Palladino. Ad aprire la manifestazione il dirigente nazionale del Blocco studentesco Davide Di Stefano.

Tra i tanti striscioni che hanno colorato una piazza della Repubblica gremita, 'Assaltiamo il futuro', 'Stop privatizzazioni', 'Belli come il sole', 'No al caro libri', 'Siamo la sfida alle stelle', 'Libro di testo unico', 'Piu' sport in scuole e atenei', 'Fuori i baroni dagli atenei'.
''Vogliamo un'università degli studenti e non di presidi, baroni, rettori e professori. Un'università fatta dagli studenti e a misura degli studenti, improntata a meritocrazia, professionalità e giustizia sociale'', ha spiegato Mancini, sottolineando che l'intenzione del Blocco studentesco è ''riportare la politica vera negli atenei''.
Insomma, ''a una politica di chiacchiere - ha detto - noi rispondiamo con il sindacalismo studentesco''.

Tra i tanti chiave affrontati, le tasse, gli affitti ''usurari'' per i fuori sede, la rappresentanza studentesca. ''Vogliamo aumentare la presenza e il peso negli organi decisionali delle università - ha spiegato Di Stefano - proprio per opporci a quel processo di privatizzazione degli atenei pubblici avviato con l'articolo 16 della legge 133, che permette la trasformazione delle università statali in fondazioni private. Vogliamo riportare gli studenti al centro della vita politica, per vigilare e impedire l'usura rappresentata dall'affitto di localzione per gli studenti fuori sede e per combattere piaghe come il caro libri all'interno delle scuole.
Vogliamo riaffermare l'importanza dello sport all'interno del processo educativo, aumentando le ore di educazione fisica nella scuola superiore e creando strutture all'avanguardia negli atenei''.
''Vogliamo garantire l'equiparazione tra le tasse pagate dagli studenti alla qualità dei servizi offerti'', ha detto invece Palladino.

E' stato invece Polacchi a parlare del clima di tensione che si è respirato nelle ultime settimane, un clima che sta divenendo via via più irrespirabile con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale.
''Vogliamo sapere dal Questore di Roma - ha detto il presidente del Blocco - come è stato possibile anche solo pensare di cedere al ricatto dei centri sociali, ipotizzando di vietare un corteo pacifico per le minacce della sinistra antagonista. Noi vogliamo fare politica, non cerchiamo lo scontro e non vogliamo nemmeno reagire alle provocazioni. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire prima che sia troppo tardi, prima che ci scappi il morto. E noi il morto non lo vogliamo, né nelle nostre file, né nelle loro''. Polacchi ha poi rigraziato i 32 parlamentari di varia appartenenza che hanno firmato l'interpellanza al ministro dell'Interno Roberto Maroni per scongiurare il ritiro dell'autorizzazione della manifestazione, spiegando che, anche grazie a loro, si è raggiunta la mediazione del presidio statico. Il sit in si è concluso con la lettura dei nomi dei firmatari degli appelli ''contro la spirale d'odio'' e ''per la libertà di manifestare'': un centinaio tra artisti, intellettuali, giornalisti e politici, a cui si sono aggiunti una ventina di esponensti della sinistra 'libertaria'.

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di Redazione
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