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TRACCE SEGNICHE AL MASCHIO ANGIOINO


TRACCE SEGNICHE AL MASCHIO ANGIOINO
19/01/2009, 09:01

 

Antonio Auriemma - Gianni De Tora – Carmine Di Ruggiero – Giovanni Ferrenti
 
Napoli Castel dell’Ovo
Dal 20 gennaio 2009 al 20 febbraio 2009
Orario : feriali 9/13 – 15/18 , festivi 9/13
 
Inaugurazione : martedì 20 gennaio ore 18
Catalogo con testi di Rosario Pinto e contributo di Franco Lista
 
Promossa dal Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura, il 20 gennaio p.v. alle ore 18 si inaugura, nelle Sale del Castel dell’Ovo,la mostra dal titolo “Tracce Segniche”che vede impegnate quattro personalità di artisti napoletani, che hanno svolto – lungo tutto l’arco della seconda metà del Novecento – una ricerca che si impernia intorno alle dinamiche informali per poi ampliare l’orizzonte della propria proposta anche verso altri territori, sostanzialmente aniconici, come quello geometrico o come quello onirico-astratto.
Antonio Auriemma, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero e Giovanni Ferrenti sono i protagonisti di questa occasione espositiva che si propone, quindi, come un momento di riflessione su un intero periodo dell’arte napoletana. E’ possibile individuare in queste quattro figure d’artisti i punti di riferimento di una stagione dell’arte sulla quale è ormai tempo di cominciare a definire un bilancio storico.
Concepita, quindi con tale disegno programmatico, la mostra “Tracce Segniche” allarga il suo orizzonte e non a caso il suo curatore, Rosario Pinto, nel saggio storico-critico reso in catalogo, affronta i temi scottanti e controversi del rapporto tra astrazione e astrattezza, tra impulsi gestuali e controllo progettuale, tra vigore contenutistico e fughe liriche.
Il titolo stesso esprime, d’altronde, proprio la marcata consistenza e la forza d’impatto della creatività di questi artisti che, con straordinaria coerenza, hanno saputo coniugare l’esigenza dell’espressività generosa e spontanea col rigore della coscienza creativa attraversando, senza contaminarsene, anche i momenti più delicati che, soprattutto negli ultimi due decenni, si sono caratterizzati per l’abbassamento della cosiddetta soglia contenutistica.
Quella che s’annuncia, insomma, nelle sale di Castel dell’Ovo è una mostra intorno alla quale si potrà sviluppare un dibattito storiografico serio e costruttivo capace di volgersi ad osservare il nostro passato più vicino.
Concepita in termini di ponderata meditazione scientifica la mostra è accompagnata da un catalogo in cui, oltre il saggio introduttivo di Rosario Pinto – che fornisce la perimetrazione critico-storiografica del contesto ambientale e culturale entro cui hanno operato Auriemma, De Tora, Di Ruggiero e Ferrenti, sapendo guardare, oltre l’orizzonte domestico, alla scena internazionale – compaiono i necessari apparati documentari curati da Franco Lista e le numerose immagini che forniscono, per tabulas, l’indicazione di un percorso storico di non trascurabile rilievo.
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di Redazione
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