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La coppia De Falco-Celentano riporta il giallo in teatro

"Trappola per un uomo solo" tra suspense e genialità artistica


'Trappola per un uomo solo' tra suspense e genialità artistica
11/04/2011, 13:04

Momenti di piacevole tensione allo Spazio Libero, dove, il thriller psicologico dal classico impianto misterioso, “Trappola per un uomo solo”, scritto nel 1960 da Robert Thomas,  presentato dalla collaudata coppia Celentano-De Falco, ha magnificamente condotto il pubblico in una dimensione ricca di suspence.  Ritmata da una serie di emozionanti bui che hanno scandito le varie fasi della vicenda insieme ai suoi complessi giochi psicologici, la messinscena replicata con successo nello storicizzato teatro del Parco Margherita ha riproposto efficacemente  le vivide atmosfere descritte nel testo di Thomas da più parti considerato come uno dei gialli con il finale più bello e sorprendente mai portati sulla scena. Con Peppe Celentano, che ha pure curato la regia insieme all’artefice della riduzione e della traduzione Vincenzo De Falco, egregiamente calato nei panni di un neo sposo che denuncia la scomparsa della moglie e con la coinvolgente Gabriella Cerino  nelle vesti di una misteriosa donna che tornando dall’uomo disperato afferma, pur non essendo riconosciuta dallo stesso, di essere la tanto ricercata consorte, l’intensa commedia riesce a narrare con un taglio d’impronta cinematografico una storia che solo dopo una serie infinita di travagli e colpi di scena raggiunge l’inatteso e sorprendente finale. Scaturita dalla mente della “vecchia” coppia del giallo De Falco-Celentano , l’idea di mettere  in scena un thriller come “Trappola per un uomo solo” è risultata davvero vincente, tant’è che con un gruppo di interpreti all’altezza del compito completato da Ciro Pellegrino, Yuri Napoli, Gregorio De Paola, e Rossella Argo, il lavoro felicemente in cartellone allo “Spazio Libero” votandosi alla suspense ha regalato al pubblico dei momenti degni della più alta scuola del giallo. Ancora una volta, per opera di coloro che per la prima volta hanno portato il giallo in teatro a Napoli, a salire in cattedra tra colpi di scena, labirinti psicologici, drammi personali e delitti, è stato proprio il famoso genere del “brivido”, che cogliendo di sorpresa gli spettatori e conducendoli in un mondo saturo di inspiegabili misteri, ha ribadito il successo di un’operazione teatrale di sicuro pregio. Evidenziando la capacità di De Falco e Celentano di lasciare integra l’opera dello scrittore Thomas, salvaguardando l’estrema agilità e le più profonde sfumature del testo originale, tutto il lavoro si è presto trasformato in un coinvolgente e sanguigno bozzetto all’insegna del giallo. Con le musiche originali di Adriano Aponte e le scene di Mauro Rea, lo spettacolo, pur senza svelare i risvolti più impensabili, ha inizio allorché Daniele, (Peppe Celentano), denuncia la scomparsa della giovane moglie, sposata da appena tre mesi, al commissario di polizia del distretto di Aosta (Yuri Napoli), l’ansia e l’angoscia del povero marito accompagnano le indagini senza esito della polizia, finchè  con l’intervento del parroco, padre Toni, (Gregorio De Paola), Silvia, la moglie (Gabriella Cerino) torna inaspettatamente a casa. Enigma risolto? Si potrebbe a questo punto pensare! Invece è esattamente l’opposto. La storia si complica lasciando spazio al mistero che addirittura si infittisce  con la comparsa di  Papouche, un artista-barbone al corrente di troppe cose (Ciro Pellegrino) e  Mirella, un’ambigua e venale infermiera (Rossela Argo). Per tutti, con l’ambientazione originaria spostata sul versante italiano delle Alpi  e con il nordico mendicante tramutato in un simpatico partenopeo, la commedia in due atti appassiona ed esalta il pubblico che coinvolto nella storia e raggiungendo virtualmente la soluzione finale insieme agli stessi protagonisti in scena, applaude energicamente.

                                                                                                                            

 

 

 

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di g.g.
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