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la nuova, adrenalitica fatica di Michael Bay

Trasformers 2: la vendetta del caduto



Trasformers 2: la vendetta del caduto
01/07/2009, 12:07

Recensire un film di Michael Bay è quasi sempre un lavoro arduo. I film del regista americano sono infatti spesso all'insegna dell'esagerato, dello straripante; del troppo inverosimile. Questo "Trasformers 2 la vendetta del caduto" è pura purnografia tecnologica e, vi dirò, a me è piaciuto da morire. Probabilmente qualche "critico" mi darà del matto ma, questo secondo capitolo della saga Transformers, io l'ho trovato di gran lunga superiore al primo.
Il trucco per guardare ed apprezzare questo genere di film credo  sia vederli dal punto di vista di un uomo rimasto ancora un po' bambino, oltre che da quello del critico vissuto e disincantato che pretende, anche dai "movie" fantascientifici pensati e realizzati semplicemente per intrattenere , chissà quali sceneggiature, chissà quali disquisizioni su temi filosofico-fisico-quantistici e chissà quali principi di coerenza con la realtà.

Guardando le epiche battaglie tra bestioni metallici e il modo sottile e delizioso con il quale Bay riesce anche a fare auto-parodia, non ho potuto fare a meno di pensare:"Realizzando questo film il regista si sarà divertito in maniera vergognosa".
E lasciamo perdere che Megan Fox (Mikaela Banes) poteva avere un ruolo un po' meno di facciata (o meglio, di "cosciata" date le forme mozzafiato e patinate che esibisce), che Shia LaBeouf (Sam Witwicky) sia molto più azzeccato nel ruolo di mezzo eroe che interpreta nel primo film che in quello di eroe completo che deve interpretare in questo. C'è comunque il simpaticissimo ed esilarante John Turturro (agente Simmons) a rivitalizzare un cast pur sempre affiatato e credibile e dei robot che sembrano avere un vera e propria anima ed un "sense of humour" incredibilmente umano. Il trasporto emotivo è infatti garantito oltre che dalle battaglie continue, dagli strepitosi effetti speciali e  dall'evolversi della storia, anche da una serie di gag gustosissime che il regista americano riesce, magistralmente, ad inserire tra un esplosione e una lotta all'ultimo sang...ehm metallo.

Di cosiddette americanate strapiene di effetti in computer grafica e completamente privi di "anima" e significato, purtroppo, ne abbiamo tante ma, quest'ultima fatica bayana, non si può assolutamente inserire in tale categoria. Bay da infatti l'impressione di rendersi benissimo conto delle sue esagerazioni ma di sapere, al tempo stesso, che il mix d'azione e cominicità spesso auto-ironica che regala ai suoi lavori, è la carta comunque vincente; la piuma che solletica il pubblico più giovane e voglioso di passare un paio d'ore di puro, assoluto e semplice divertimento. Un divertimento e un apprezzamento che, a guardare le cifre ai botteghini (quasi un miliardo di dollari di incassi a fronte di 200 milioni di spesa), zittiscono chi, magari, Michael Bay lo critica più per moda che per reale consapevolezza.

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di Germano Milite
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