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“Tre Operai”: la precarieta' va in scena a Roma


“Tre Operai”: la precarieta' va in scena a Roma
05/02/2013, 13:44

Al Teatro Lo Spazio di Roma, nel ventennale della scomparsa di Carlo Bernari, debutta “Tre Operai” di Enrico Bernard, testo teatrale tratto dall’omonimo romanzo di  Bernari, che rappresenta uno spaccato della realtà lavorativa del nostro Paese e ha come  protagonisti i giovani di ogni tempo. Il 12 e 13 Febbraio 2013, alle ore 20,30, al Teatro Lo Spazio di Roma (Via Locri, 42), debutta “Tre Operai” dramma di Enrico Bernard, tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bernari, con Gianni Magno, Beatrice Messa, Giusy Forciniti, Marco Pelle,  Giovanna Famulari (violoncello e voce), Massimo Dionisi e la partecipazione amichevole di Franco Barbero, con musiche originali di Eugenio Tassitano e la regia di Virginia Barrett. Lo spettacolo è realizzato con il sostegno e il patrocinio di Roma Capitale in collaborazione con Zetema Progetto Cultura. Vede anche il patrocinio della FUIS (Federazione Unitaria Italiani Scrittori) e del Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali dell'Università La Sapienza di Roma I "Tre Operai" del titolo sono : Anna, Teodoro e Marco, tre giovani che, in realtà, si arrabattano, come molti giovani di oggi, in cerca di una soluzione alla loro crisi di lavoro e di esistenze. A loro si aggiunge Maria,  sorella  di Anna, smaliziata e disponibile alla bella vita “perché i soldi sono un problema per chi non ce li ha”.

Naturalmente il romanzo, dal punto di vista narrativo, risulta complesso, con una serie di "avventure" e vicende che coinvolgono anche altri personaggi. La riduzione teatrale con un nucleo "essenziale" di fatti e persone, ingigantisce il dramma vero e proprio, ossia l’essenza stessa del romanzo, mettendo sotto la lente d’ingrandimento, propria del palcoscenico, la vita dei quattro giovani che rappresentano  - il che rende la storia di estrema attualità - una gioventù che cerca, ma non trova, né occupazione né soluzioni neppure nella rivolta politica. I protagonisti sono appunto i figli dei giorni nostri che combattono contro la disoccupazione e per la propria emancipazione umana e culturale, e sono spesso costretti a soccombere. Questi temi sono poi strettamente connessi alla problematica "esistenziale" dei singoli individui: ricerca dell'amore, del riconoscimento sociale, aspirazioni e delusioni, fughe idealistiche, infatuazioni ideologiche e pesanti sconfitte "personali" e "di classe".  La scelta  drammaturgicaafferma l'autore Enrico Bernard - è stata quella di individuare la "linea rossa" dell’opera che spinge i personaggi a travasarsi da una situazione all’altra,  senza necessità alcuna di riscrivere  i dialoghi che sono di una modernità e attualità assolute. Spesso, infatti, accade - ma non è questo il caso - che la riscrittura di un’opera narrativa per il teatro  comporti un "tradimento" dell’originale letterario, per spogliarlo della struttura letteraria e  rivestirlo di una struttura drammatica, teatrale”. Con "Tre operai"continua Bernard - ho invece optato per una fedeltà assoluta,  per la modernità dell'opera originale che pone un tema attualissimo come la “questione giovanile” in una forma estremamente moderna e con un linguaggio diretto e comprensibile da tutti”. La grande modernità del romanzo di Bernari, ambientato nel primo ventennio del secolo scorso e pubblicato nel lontano e difficile 1934, sta sicuramente nell'aver sottratto il meridione allo stereotipo del "Paese del sole": predomina invece un cupo cielo industriale, come in un quadro di Sironi. Il romanzo è stato pubblicato da Rizzoli nel 1934 nella Collana "I Giovani" diretta da Cesare Zavattini. Nel dopoguerra passa a Mondadori ed esce nella collana dello "Specchio" (1958). Seguono 12 edizioni Oscar Mondadori  (l'ultima nel 2006 a cura di Francesca Bernardini) e una edizione scolastica, anche Mondadori. Ma  l'opera viene pubblicata anche da Bompiani nel 1994, ed è uscita in 100mila copie in occasione del Centenario della CGIL in una edizione speciale. Da pochi mesi  "Tre operai" è nuovamente in libreria, ristampato da Marsilio con introduzione di Antonio Franchini (l'editore di "Gomorra"). Nel 1983 la Rai ne ha realizzato un film-tv  in 3 puntate per la regia di Citto Maselli e la sceneggiatura di Enzo Siciliano. Gli spettacoli: Martedì 12 e Mercoledì 13 Febbraio 2013 – ore 20,30

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di Ennio Salomone
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