Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

L'amore tra Turandot e Calaf

"Turandot" e il rito degli enigmi


'Turandot' e il rito degli enigmi
20/07/2011, 11:07

Turandot è un’opera in tre atti e cinque quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini e successivamente completata da Franco Alfano.

Il soggetto dell’opera fu tratto dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi. L’azione si svolge a Pechino. La storia narra della crudele principessa Turandot che, non volendo sottostare ad alcun matrimonio, organizza una gara nella quale i suoi pretendenti dovevano risolvere tre indovinelli: il vincitore potrà chiedere in cambio qualsiasi cosa, ma che sbaglia pagherà con la vita. Il comportamento della glaciale Turandot era dovuto ad un avvenimento ben preciso. Molti anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari e, in seguito a ciò, una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero. In ricordo della sua morte, Turandot aveva giurato che non si sarebbe mai lasciata possedere da un uomo, per questo motivo aveva inventato questo rito degli enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti. Calaf, il Principe ignoto, figlio di Timur, il re tartaro spodestato dai regnanti cinesi, riesce a risolvere gli enigmi e la principessa, disperata, si getta ai piedi del padre, supplicandolo di non consegnarla allo straniero. Ma per l’imperatore la parola data è sacra. Calaf, allora, la scioglie dal giuramento proponendole a sua volta una sfida: se la principessa prima dell’alba riuscirà a indovinare il suo nome, egli si sottoporrà alla scure del boia. Il nuovo patto è accettato. Ma la magia dell’amore arriva sempre al cuore. Turandot si innamora di Calaf e così afferma di conoscere finalmente il nome dello straniero, si chiama “Amore!” Tra le grida di giubilo della folla, Turandot abbraccia Calaf abbandonandosi tra le su braccia. 

 

 

Commenta Stampa
di Rossella Saluzzo
Riproduzione riservata ©