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Tutto Sposi: il 17 defilé con Lele Mora, Alfonso Signorini e Fabrizio Corona


Tutto Sposi: il 17 defilé con Lele Mora, Alfonso Signorini e Fabrizio Corona
15/01/2010, 14:01


NAPOLI - Dal San Carlo alla Reggia di Caserta, da Trinità dei Monti agli Emirati Arabi. Gianni Molaro, lo stilista campano famoso nel mondo per i suoi abiti da sposa che sono delle vere e proprie sculture contemporanee, torna a Tutto Sposi e lo fa come più gli si confà: in grande stile. La sera del 17 gennaio, infatti, la sala dedicata all’interno della Mostra d’Oltremare di Napoli farà pensare ad uno dei più celebri eventi hollywoodiani, con modelle internazionali, abiti glamour ed ospiti vip. I paparazzi, del resto, sono già sul piede di guerra: non capita tutti i giorni di poter fotografare insieme i tre re indiscussi del gossip tricolore, ospiti di Molaro: Lele Mora, Alfonso Signorini e persino Fabrizio Corona, la cui presenza è stata fortemente voluta dagli organizzatori della grande fiera del matrimonio. Un vero e proprio colossal annunciato insomma per il quale l’artista ha messo a disposizione un aereo privato che preleverà a Milano Signorini e Mora e che porterà poi a casa la sera stessa il primo mentre l’agente dei vip sarà gradito ospite di Molaro nella sua villa nel napoletano. Lo show, del resto, meritava una tale ribalta. Oltre cento comparse sono state infatti selezionate per la passerella tra modelli e modelle, artisti di strada, violinisti e ballerini che si esibiranno in uno show di sicuro impatto della durata di circa quaranta minuti. Un defilè imponente insomma per la cui messa a punto si sono resi necessari ben tre mesi di lavoro e prove per le pettinature da realizzare e disegnate dallo stesso Molaro, delle vere e proprie opere d’arte che saranno quindi fedelmente replicate dai parrucchieri scelti dallo stilista. La colonna sonora sarà invece di stampo epico e religiosa, ideata appositamente con l’ausilio del tecnico audio Francesco Leone, da anni nel team, mentre passando al pezzo forte, gli abiti da sposa, è già trapelato che saranno presentati trentatré modelli da favola tagliati, cuciti e ricamati nel laboratorio di San Giuseppe Vesuviano da sapienti mani di sarte partenopee. Le scarpe, tutte con tacchi di tredici centimetri, portano invece la firma di Ernesto Esposito e sono state realizzate dall’artigiano napoletano Enrico Lugani per far risaltare al meglio le linee degne delle più sinuose sirene, gli alti spacchi e le profonde scollature che caratterizzeranno la sposa di Molaro: una donna che ama le trasparenze provocanti, i preziosi ricami, i drappeggi, il plissè, gli abiti dipinti a mano con toni del glicine e di colore rosa, ma naturalmente anche di tanto bianco. Una collezione da favola insomma per la cui realizzazione hanno lavorato venti collaboratori per oltre sei mesi.
La passerella, poi, sarà addobbata con luminari da strada, mentre sullo sfondo saranno proiettate immagini delle piazze d’Italia in cui tra incontri al bar e spettacoli di strada sfileranno le modelle e per la prima volta anche i modelli in abiti da sposo, che ovviamente non avranno a loro volta nulla di convenzionale. Chiuderà la sfilata lo stesso Molaro, indossando un suo abito scultura sul cui tema è calato invece il più totale riserbo. “Voglio che resti top secret – ha commentato Molaro – ma posso già promettere che si tratterà di un vero ed inaspettato colpo di scena” .
Dopo aver lasciato la passerella di Tutto Sposi nel 2007, insomma, Molaro tornerà a far parlare si sé come già accaduto due anni fa in occasione della querele con il Teatro San Carlo di Napoli per la famosa immagine “Dalla sofferenza, nasce l’arte”, che gli è poi valsa una vittoria in tribunale, e nel 2009 a Caserta con la presenza nella celebre reggia vanvitelliana di ospiti vip come Amanda Lear, Ilona Staller, Loredana Lecciso, Ramona Badescu, Clemente Russo, Marina Ripa di Meana, Pino Maddaloni, la Contessa De Blanck e tanti altri entusiasti dei suoi abiti e dell’abito scultura da da lui stesso dipinto ed indossato, dedicato alla famiglia. Le premesse per un evento da non perdere, insomma, ci sono tutte.

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di Redazione
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