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Tv, Camilleri: "Ed ora arriva il giovane Montalbano"


Tv, Camilleri: 'Ed ora arriva il giovane Montalbano'
21/02/2012, 18:02

ROMA - “Riondino è un bravissimo attore, su questo non c'è il minimo dubbio. Il lavoro collettivo ha una dignità pari al Montalbano che la gente è abituata a vedere e ad amare. È una scommessa perché è in corso d'opera la realizzazione di altri quattro Montalbano”. Così Andrea Camilleri ha commentato la fiction “Il giovane Montalbao”, ispirata al suo racconto “La prima indagine di Montalbano” (Mondadori), in onda da giovedì su RaiUno. Il maestro siciliano, che ha parlato durante la presentazione della pellicola cinematografica “La scomparsa di Pato”, tratto dal suo libro omonimo, in uscita venerdì nelle sale, ha poi aggiunto: “Sono molto curioso di vedere come reagirà il pubblico di fronte a questo nuovo Montalbano”. Con Michele Riondino, nella parte di Salvo Montalbano, e Sarah Felberbaum, nei panni di Livia, ci sono Alessio Vassallo (Mimì Augello), Andrea Tidona (Carmine Fazio), Fabrizio Pizzuto (Catarella), Beniamino Marcone (Giuseppe Fazio) e Adriano Chiaramida (padre di Montalbano). La regia è di Gianluca Maria Tavarelli. Montalbano non è stato sempre il responsabile del commissariato di Vigata. Non ha sempre abitato nella splendida casa in riva al mare di Marinella. Non è sempre stato l'amico fraterno di Augello. E, soprattutto, non è stato sempre il fidanzato di Livia. Fa impressione pensarlo, proprio perché di lui il pubblico crede di sapere tutto, come di una persona di famiglia. Ma proprio come una persona di famiglia, anche Montalbano può ancora riservare qualche interessante sorpresa. Perché il Montalbano che si conosce è, come tutti, il risultato di una serie di esperienze vissute nel periodo più delicato della vita: la giovinezza. Un periodo in cui si impara a essere quello che si è, in cui si capisce di chi ci si può fidare e di chi temere anche il minimo contatto. In cui si impara ad amare e a odiare, in cui si comprende il modo di agire delle persone, e, nel caso di un poliziotto, in cui si comincia a capire la mentalità dei criminali. “Non volevo accettare, mi hanno convinto Andrea Camilleri e il regista”, racconta il protagonista dal set del film di Marco Bellocchio “Bella addormentata”, ispirato alla storia di Eluana Englaro. Riondino lo vedremo presto al cinema in “Henry” di Alessandro Piva, che esce il 6 marzo, e gli “Sfiorati” di Matteo Rovere.

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di Veronica Riefolo
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