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Una lettera al governo spiega le criticità

Ue, ultimatum all'Italia: niente più frequenze Tv per Rai e Mediaset


Ue, ultimatum all'Italia: niente più frequenze Tv per Rai e Mediaset
13/11/2012, 09:09

ROMA - Ancora uno stop dell'Unione Europea contro l'eccessiva concentrazione di potere mediatico nelle mani di Mediaset. E lo fa con una lettera dei commissari Ue alla Concorrenza, Joaquin Almunia, e alle Comunicazioni, Neelie Kroes, spedita al Presidente dell'Agcom, Angelo Cardani. In essa si spiega che la posizione di Mediaset è dominante e che va lasciato più spazio alla concorrenza in TV, ricordando a Cardani che ha il potere di riscrivere i paletti decisi dal governo. 
Infatti bisogna ricordare che il governo ha deciso di mettere all'asta cinque frequenze Multiplex, ognuna delle quali corrisponde a cinque canali Tv. Tre sono di tipo U, di qualità migliore, ma che il governo ha deciso di dare in concessione solo per 5 anni, per poter poi consentirne l'uso alle società di telefonini a partire dal 2017. Ma la Ue fa notare che un tempo così breve costituisce un disincentivo per le piccole realtà, che non hanno abbastanza tempo per recuperare la spesa fatta. D'altronde, le altre due frequenze multiplex di tipo L (di qualità inferiore e con una copertura che non è estesa a tutta Italia) che dovrebbero essere assegnate per un periodo di 15 anni (e qui la Ue consiglia di arrivare a 20) vanno riservate ai concorrenti di Rai e Mediaset, tra cui anche Sky, che potrà usare i canali del digitale terrestre per i propri canali a pagamento. Ed anche questa misura va vista nell'ottica della necessità di aumentare la concorrenza. 
Infine, c'è il problema del tetto di cinque Multiplex ad operatore. Mediaset già ne ha quattro; e non è un mistero che voglia entrare nel 2017 nella tecnologia della televisione trasmessa via cellulare con i propri ripèetitori. Ma se partecipasse oggi alla gara per le frequenze, poi non potrebbe nè partecipare a quella futura, nè convertiore le proprie frequenze; in entrambi i casi violerebbe le norme dell'Antitrust europea. E l'Italia è già sotto procedurta di infrazione, sull'argomento, a causa della cosiddetta "beauty contest", la procedura escogitata dal governo Berlusconi per assegnare le frequenze migliori a Mediaset e lasciarla padrona del sistema televisivo privato. Una scelta che potrebbe costarci centinaia di milioni di euro, se scattassero le multe europee. E scatteranno, se non venissero rispettate le regole imposte. E per Mediaset c'è un ulteriore ostacolo: se decidesse di partecipare al quinto Multiplex, dovrebbe poi cedere il 40% delle proprie frequenze ad altri operatori, ad un canone di affitto che copra solo ed esclusivamente i costi di trasmissione, quindi senza poterci lucrare alcunchè. 
Come si vede una serie di norme che, se applicate, aumenterebbero la concorrenza in Tv. Ma verranno applicate? O il governo preferiorà caricare i cittadini di un'altra multa? 

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di Antonio Rispoli
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