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La satira che fa ridere, ma anche no

Umore Maligno: la satira riecheggia al Teatro Sancarluccio


Umore Maligno: la satira riecheggia al Teatro Sancarluccio
03/05/2012, 09:05

Il potere, con tutte le sue declinazioni oppressive, è stato il denso oggetto di una satira sagace e irriverente che ha trovato la sua libera espressione nello spettacolo Umore Maligno, andato in scena al Teatro Sancarluccio dal 26 al 29 Aprile. Una satira affidata alla virtuosa interpretazione di Maurizio D. Capuano- che firma anche la regia dello spettacolo - e che è riuscita a sospendere per tutta lo spazio della sua durata ogni forma di buonismo o sentimentalismo trionfante, sino a rasentare l’ espressione del cinismo più impudente. Ben al di là di qualsivoglia limitazione dettata dal comune senso etico, Umore Maligno è uno spettacolo che, a chiusura di stagione per gran parte dei teatri a Napoli, si impone all’attenzione dello spettatore per la sua formula sopra le righe, inconsueta e provocatoria, per la sua veemenza e voracità espressiva, che riesce a nutrirsi, e non con non poca soddisfazione, del turpiloquio, della blasfemia, dell’insulto gratuito e discriminatorio. Il tutto condito dai toni più caustici e dissacranti che le menti, affrancate dal rigore morale imposto dalla “presunta” società della rettitudine, possano concepire. Menti come quelle che animano il collettivo satirico Umore Maligno, composto da oltre venti tra autori ed illustratori, dislocati in Italia e in capo al mondo (Brasile, Giappone…Sardegna) che dal proprio sito lanciano invettive senza preconcetti di natura politica, morale od etica. Niente e nessuno è da considerarsi inviolabile. Umore Maligno rigetta il tabù e tutti limiti alla libera espressione ad esso correlati. I soli limiti esistenti sono quelli che allignano negli angoli reconditi delle coscienze di chi si affanna a ritagliarsi il proprio posto nella summenzionata società o di chi, lungo la strada, ha magari scordato il valore della conquista di uno stato laico. Senza esclusioni di colpi cadono sotto la sferza di un linguaggio al vetriolo, tutte le forme di incoerenza che puntellano il civile sistema sociale: dal biasimo ( se non addirittura la censura ) ostentato da un certo tipo di donne in merito alle pratiche del sesso orale, al “tradizionale” esercizio pedopornografico praticato dagli illuminati e devoti uomini di chiesa, dalla affettata sensibilità mostrata in merito alle tematiche dei diversamente abili (altrimenti detti handicappati), alle “sterili” polemiche antiabortiste. Tutti spunti di riflessione che non pretendono necessariamente di suscitare il riso in chi li ascolta - tanto più che la t-shirt del mattatore Capuano vede campeggiare fieramente su fondo nero la scritta “Non c’è un cazzo da ridere” – ma che fungono anche da cartina al tornasole per aberranti contraddizioni che si intrecciano nel cosiddetto ordine costituito. Le iperboliche catilinarie di questo “novello” Daniele Luttazzi, hanno visto l’esecuzione di interessanti intramezzi musicali superbamente eseguiti da Paolo Palopoli alla chitarra e da Valentina Ranalli quale voluttuosa voce jazz dello spettacolo. Contro ogni cieca forma di obbedienza al conformismo, contro ogni violazione del fondamentale diritto dell’uomo di esprimere il proprio pensiero, Umore Maligno tornerà a far esplodere la sua verve satirica dal 18 al 20 Maggio all’Auditorium Ali di Villaricca e, ci crediate o no, l’incasso delle serate sarà in parte devoluto in beneficenza per sostenere le famiglie disagiate. Quelli di Umore Maligno ci pregano inoltre di ricordare che l’invito è rivolto a tutti, ma proprio tutti, cicisbei compresi.

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di Rosa Vetrone
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