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Spassosamente a spasso nel Medioevo

Un insolito trovatore provenzale conquista il pubblico della Sala Assoli

La sagace interpretazione di de Notaris

Un insolito trovatore provenzale conquista il pubblico della Sala Assoli
05/02/2012, 13:02

Il buio lievemente rischiarato dalla fioca luce di una lanterna che lascia intravedere appena l’espressione del “guitto gaglioffo” che ci condurrà lungo un’inedita quanto gradevole passeggiata nei meandri d’epoca medievale, rappresenta l’incipit dello spettacolo che, ideato, scritto, diretto e interpretato da Marco Mario de Notaris, ha catturato ieri sera l’ammirazione degli astanti della Sala Assoli. La peste ha seminato morte e distruzione. Il freddo e la fame non risparmiano chi è riuscito a sopravviverle. Tra questi, il nostro insolito trovatore, che esposto alle intemperie e allo sfacelo della triste condizione storica, si troverà al cospetto della Signora più temuta: la Morte. Ne scaturisce un dialogo che reca in sé stesso tutti gli accenti della comicità più grottesca e di una ironia caustica più vicina ai tempi nostri. “L’attorucolo comico” stringerà un patto con la Morte, e si offrirà come vittima per salvare le vite di una intera locanda prossima a subire il suo ineluttabile tocco. La condizione sarà offrire uno spettacolino degno, che riesca a risollevare gli animi e le sorti degli spettatori della locanda. Diversamente la Peste continuerà, inesorabilmente, a mietere ancora nuove vittime. Tra sonetti toscani e sirventesi, tra poesie e motti di spirito, tra racconti di rivoluzioni e di carestie, (i riferimenti della letteratura medievale sono numerosi: Rustico Filippi, Dante Alighieri, Cecco Angiolieri, Guittone d'Arezzo, Folgore da san Gimignano, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio) si dispiegherà l’irriverente spettacolino del “trovatore ignaro” di essersi offerto sulla scena di pedanti e moralisti sostenitori dell’amor cortese. Avendo apertamente irriso l’etica della “cortesia”, dimostrato senza esitazione alcuna gli aspetti più fisici e materiali dell’amore, il mal capitato verrà invitato al pentimento e alla contrizione tra il giubilo e le risate divertite di un pubblico testimone degli improbabili tentativi di questo “poeta burlone” di rabbonire il suo uditorio. Nuovamente sarà costretto ad affrontare il gelo, la fame e l’incontro con la Vecchia Signora che, stavolta, purtroppo, “farà con lui un pezzo di strada”. La poesia comico-giocosa che gabberà la pedanteria del sapere puramente libresco, è magnificamente interpretata da un de Notaris che si concede con generosità alla scena e che non si sforza di nascondere il suo stesso divertimento nelle situazioni comico-grottesche poste in essere dal suo stesso genio creativo. Attore e spettatore di sé stesso eppure ineccepibile nella sua performance recitativa. Una formula che non ci è dato rintracciare spesso a teatro. Il godibilissimo spettacolo sarà in replica anche questa sera alle 18,30.
 

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di Rosa Vetrone
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