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"Una mano tesa" porta l'acqua a Malye Avtiuki


'Una mano tesa' porta l'acqua a Malye Avtiuki
01/12/2009, 14:12


SANT'ANASTASIA - A contatto da due anni con la realtà dei paesi bielorussi vicini a Chernobyl, l’Associazione Onlus UNA MANO TESA è riuscita a portare l’acqua nella casa del villaggio Malye Avtiuki, dove abita una delle bambine ospitate più volte da una coppia di Sant’Anastasia. Assumendosene i costi e attraverso la vendita di piantine e dolci fatti in casa, raccolte fondi con l’aiuto di giovani volontari, lotterie e altre manifestazioni l’associazione ha raggiunto un obiettivo ritenuto importante. Tra le altre attività dell’associazione spiccano il finanziamento parziale al progetto di vaccinazioni in Bielorussia 2009, la spedizione di pacchi alimentari e vestiari per i bambini più bisognosi e la copertura delle spese per un corso di “Taglio e cucito” della durata di un mese, svoltosi a giugno scorso presso l’istituto “Suore Figlie di S. Anna” di Cercola. Durante il corso 14 bambine dell’est hanno appreso le tecniche principali del cucito e del ricamo secondo la tradizione Italiana, ricevendone apposito attestato. Ma i principali progetti sono " Estate Serena" e "Natale insieme", che coinvolgono intorno ai 20 bambini bielorussi ospitati presso famiglie dell’associazione, la quale ha in programma per il 2010 di organizzare una lotteria di beneficenza per poter portare anche i servizi igienici nella stessa casa dove è arrivata l’acqua; una raccolta fondi per dotare di acqua l’intero villaggio, un progetto scuola di fotografia e musica, e una casa famiglia.
In quale contesto nasce l'associazione?
"La Onlus nasce due anni fa per iniziativa di un gruppo di amici, già legati in precedenti esperienze di volontariato, accomunati dall'unica esigenza di finalizzare gli interventi a favore del sociale. Infatti - dice la presidente dott.ssa Lucia Schettino - facciamo progetti concreti e specifici per i bambini in difficoltà. Qui entra in scena la nostra responsabile, Sara Rupe, che in particolare, si occupa dei progetti " Estate Serena" e "Natale insieme" che coinvolgono intorno ai 20 bambini bielorussi, ospiti rispettivamente per 90 e 30 giorni presso famiglie dell'associazione. Per lei si tratta materialmente di preparare l'accoglienza, la sistemazione, l'accompagnamento giornaliero in tutte le esperienze educative e didattiche che si svolgono durante la permanenza dei bambini in territorio italiano e il ritorno in patria".

Perché i bambini bielorussi?
La nostra Onlus ha organizzato, nel 2008, un viaggio esplorativo in Bielorussia. Abbiamo visitato tutti i villaggi e gli internati dei bambini da noi ospitati per renderci conto delle loro reali condizioni di vita, anche economica e sanitaria, e per questo abbiamo scelto di dedicarci a loro. Si è preferito questo campo di intervento per le condizioni di estremo disagio, a noi occidentali, sconosciuti. La povertà, in questi paesi è ancora oggi micidiale, così come estremamente precaria è la situazione sanitaria. Abbiamo ospitato bambini provenienti dalla bielorussia , sia di villaggio che di internato, e, in particolare, dei villaggi prossimi a Chernobyl (tra cui Malye Avtiuki, che dista pochi km dai confini dell’Ucraina).
Si tratta di esperienze poco ripetibili, che fruttano dolore quasi non misurabile, specie quando si guardano negli occhi i bambini all'atto della partenza verso i loro villaggi. Dall'altra parte, si tratta di esperienze che riempiono la vita di senso e di significato.

I progetti dell'associazione sono a dir poco validi e meritori. Ma non c'è dubbio che è difficile far passare "certi" valori. Vogliamo spiegare ai lettori cosa si prova ad avere risultati come quello di aver portato l'acqua in una casa?
Per raccogliere fondi, oltre ai tradizionali modi di raccogliere fondi (lotterie, vendita di usato e varie) la domenica andiamo ad "elemosinare" per strada. Ciò ci spinge verso territori assolutamente sconosciuti alle ordinarie esperienze. E' - afferma il segretario dell’associazione, dr. Natale Ricciardi - come se le coscienze si aprissero di improvviso verso nuove e sconosciute realtà. La raccolta continua di queste somme ci ha consentito di realizzare due progetti: il primo, impellente, consisteva nel portare l'acqua a una parte del villaggio di Malye Avtiuki ed è stato fatto. Il secondo consisteva nel vaccinare i nostri bambini, sia degli internati, sia dei villaggi e, per il tramite di Associazioni in Bielorussia, nostre corrispondenti, è stato fatto. Si può ben immaginare la gioia e la soddisfazione provata specie se raffrontata alle mille difficoltà, sociali, economiche e di tutti i giorni, che la nostra Onlus deve affrontare.

Quali i progetti futuri e qual è il sogno dell'associazione?
Il progetto che sta a cuore di tutti noi è quello di portare l'acqua in tutto il villaggio Malye Avtiuki e, con essa, l'acqua calda. In Italia - conclude Sara Rupe - vorremmo aprire, quanto prima, una casa famiglia per bambini italiani in difficoltà. Il mio sogno è avere Marina S. (la bambina che ospitiamo da due anni) con me, giorno e notte, per il resto della vita. O almeno stare a casa al caldo, a pranzo, a cena e sapere che anche loro sono al caldo e hanno di che vivere".

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di Redazione
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