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Una super band tutta italiana incide un brano per aiutare l'AIDO


Una super band tutta italiana incide un brano per aiutare l'AIDO
21/01/2012, 10:01

Una super band tutta italiana incide un brano per aiutare l'AIDO e per trasmettere speranza alle 9mila persone che oggiAggiungi un appuntamento per oggi in Italia sono in attesa di un trapianto LA STORIA DI CAMILLA  UN INNO ALLA VITA Andrea Braido, Faso, Walter Savelli e Flaviano Cuffari sono stati coinvolti da Andrea Mercurio, storico fondatore de La Canzoneria, in un progetto che vuole cantare l'amore per la vita nel segno della speranza
 
Si intitola “Vivo con te” la canzone in uscita lunedì 23 gennaio che racconta l'incredibile storia di Camilla e che verrà distribuita dall'AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi), numero verde 800 20 10 88)
 
Il brano, composta dal musicista Andrea Mercurio e suonato da una superband formata da Andrea Braido (chitarrista di Vasco Rossi, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Zucchero e molti altri), Walter Savelli (pianista storico di Claudio Baglioni), Faso (storico bassista di Elio e le storie tese) e Flaviano Cuffari alla batteria (Claudio Baglioni, Renato Zero, etc…), è una canzone d’amore: non l’amore che nasce sulle spiagge d’agosto, tra due ragazzi, né quello che finisce per colpa di un’altra, ma l’amore per la vita. Quel sentimento di passione per ogni attimo del presente che prova chi ritrova la vita dopo essere stato vicino alla sua fine.
 
Un cast di superstar della musica italiana, insieme alla voce della giovanissima MANU, ha voluto raccontare infatti una storia umana e toccante per sensibilizzare le persone sull’importanza dei trapianti e della donazione; per dare una speranza a quelle 9mila persone che oggiAggiungi un appuntamento per oggi, in Italia, sono in attesa di un trapianto e lenire, per quanto possibile, il dolore di chi ha perso qualcuno, ma ha avuto la forza e il coraggio di trasformare la fine in un nuovo inizio.
 
La storia di Camilla
 
Camilla era una bambina molto vivace e spensierata, finchè, a 9 anni, eseguendo una semplice analisi del sangue, la sua vita cambiò improvvisamente. Le fu diagnosticata un’epatite autoimmune: i suoi anticorpi aggredivano il fegato, riconoscendolo come elemento estraneo al suo corpo.
 
La sua situazione peggiorava di anno in anno, fino al giorno del suo esimo compleanno che lei ricorda così: “ero da sola in ospedale, con la consapevolezza che molto probabilmente sarebbe stato il mio ultimo compleanno. Sapevo che non avrei vissuto a lungo. A 15 anni, è una sensazione bruttissima sapere che devi morire e non avrai mai un lavoro, una casa, una famiglia, non ti innamorerai, non invecchierai”
 
Poi una speranza. La possibilità di un trapianto. Un trapianto che fece alcuni mesi dopo, in un giorno che lei ricorda come la seconda volta che nacque: il giorno in cui ricominciò a vivere, grazie alla donazione degli organi.

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di Redazione
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