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Untitled, “giochi di memoria” ad Angri per la terza personale di Francesco Cocco


Untitled, “giochi di memoria” ad Angri per la terza personale di Francesco Cocco
18/03/2011, 10:03

“Untitled”, senza titolo, perché la memoria ognuno può riviverla come vuole. Una rassegna di lavori che si prestano alla libera interpretazione dello spettatore, stimolando a cercare nei cassetti della propria memoria e a vedere ogni opera quasi come inquadrata nel proprio passato. Ritorna con una sfida ancora più stuzzicante Francesco Cocco, giovane artista di Scafati, che presenta ad Angri la sua terza personale, successiva a “Di Segrete Scritture”, tenutasi in Boscoreale e condivisa da Eugenio Bennato con la presentazione del suo libro “Brigante se more”.
Untitled, che raccoglie una selezione di lavori che va dal 2003 al 2011, è stata allestita nella Galleria d’Arte PAGEA in Angri alla Via Concilio, 50 Cortile Dantonio, visitabile dal 20 marzo all’8 maggio.
UNTITLED è prosecuzione della pregressa, ma arricchita da un nuovo lavoro: una Light Box di 3.30 x 1.80 su lamiera di alluminio sull’Ancien Régime, ispirata alla teoria demografica di Robert Malthus, l’economista inglese che nel 1798, nel suo Saggio sul principio della popolazione, offrì una lucida descrizione del rapporto risorse-popolazione, definendo la legge secondo cui la popolazione aumenta in modo geometrico (esponenziale) mentre le risorse in modo matematico, delineando il passaggio dallo spietato conservatorismo all’età moderna, in cui, finalmente, si poneva maggiore attenzione ai bisogni della popolazione.
UNTITLED è espressione della memoria, come tutti i lavori che ne fanno parte. Ognuno frugando nei cassetti della propria memoria la può sognare come desidera. Ancora una volta la lontananza si fa presente e la memoria, pur cercando di distogliersi da un greve passato, continuamente riemerge, rinnovandosi.
Francesco Cocco discendendo nelle profondità della sua sensibilità, ha riportato alla luce le immagini della sua storia personale, pittoricamente “scritte” con materie che si dilatano, sovrappongono o si dissolvono, segnando lacerti di racconti figurali dove la vita individuale s’incrocia con la storia. Attraversando la memoria e il presente, Francesco Cocco propone pitture e istallazioni di complessa stratificazione, tra materia e immagine, tra scrittura e oggetti. L’esposizione si articola in una pluralità espressiva, la cui materia è un sussultare sismico nella sensibilità dell’artista di archetipi collettivi e ricordi soggettivi, di segni del presente e discese nelle arterie memoriali del passato familiare. Un corto circuito tra soggetto e storia che lascia sul campo delle espressioni i frammenti di volti e corpi, simboli e tracce, immersi in un gesto pittorico che si fa approfondita meditazione dell’impianto figurale, o corsivo segno che percorre la tela, sottolineando, cancellando o costruendo figure, vortici, segnali… Sono palinsesti della memoria che si lacera nel disagio del presente, rivelando spaccati del visibile che sembrano cenni di segrete vicissitudini dell’anima. La pittura di Francesco Cocco rimane “percorso sotterraneo”, passi inquieti nella coscienza che s’interroga, dove regnano le sensazioni, le ombre e le “incomprensibili” visioni dell’arte.

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di Redazione
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