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Valeria Corvino alla XII Biennale d'arte del Cairo


Valeria Corvino alla XII Biennale d'arte del Cairo
03/12/2010, 11:12

Domenica 12 dicembre 2010 il Ministro della Cultura della RAE Farouk Hosny inaugurerà al Palace of Arts, nel complesso dell’Opera House, la dodicesima edizione della Biennale Internazionale d’Arte del Cairo, la più antica manifestazione fieristica d’arte internazionale nel Nord Africa, che vede la partecipazione di oltre 40 paesi e di centinaia di artisti dai cinque continenti.
La partecipazione italiana, a cura di Carmine Siniscalco, è organizzata dallo Studio S-Arte Contemporanea di Roma con il concorso e contributo dell’Istituto Italiano di Cultura del Cairo e dello stesso Governo egiziano.
Valeria Corvino è stata scelta per rappresentare l’Italia alla Biennale, assieme ad Paolo Guiotto, Patrizio Travagli e Rita Mele.
Quattro artisti indubbiamente di tendenze ed estrazione diverse in grado di presentare un panorama, parziale ma significativo, del “fare cultura” nel mondo dell’arte visiva oggi in Italia.
L’artista napoletana Valeria Corvino espone cinque opere di grande formato, olî su tela che evocano la pittura degli antichi maestri della grande tradizione italiana, realizzati con tecnica superba in una ricerca interiore di equilibrio e bellezza.
L’originalità delle composizioni è dovuta agli studi dell’artista nell’ambito della fotografia. Le opere di Valeria Corvino sono dipinti realizzati con tecniche tradizionali che evocano da parte dell’artista la conoscenza del mezzo fotografico, rivelata dalle particolari inquadrature dei soggetti trattati.
La cifra stilistica che emerge dalla produzione della Corvino è senza dubbio la perizia tecnica e l’attenzione al dettaglio che esprime nelle sue figure, quasi “marmoree”, eppure percorse dal fremito di un’emozione che le scuote dall’interno, liberando un’energia che le rende vive, tangibili, andando al di là della semplice citazione di forme esteriori per impossessarsi dell’essenza, della Grazia che tali figure incarnano.
In questo modo originale e personalissimo l’artista riesce a dialogare, attraverso la sua sensibilità, con la fonte della sua ispirazione, il mondo classico, restituendoci l’Antico in una veste attuale, valorizzato e sapientemente filtrato attraverso la riflessione sulla contemporaneità.
La perfezione del disegno si fonde con una ricerca cromatica che, attraverso l’utilizzo di tinte brillanti, tende ad esaltare le figure sottolineando i contrasti chiaroscurali.
In alcuni casi il colore rosso ci costringe a concentrare l’attenzione su determinati dettagli, come le labbra, che assumono una dirompente carica passionale, diventando spesso protagoniste in un sottile gioco di provocazioni.
La padronanza della tecnica, unita ad un gusto raffinato ed elegante, ha permesso alla Corvino di spingere la propria ricerca artistica verso risultati assolutamente innovativi. Il virtuosismo del disegno, perfetto nella sua tridimensionalità e ricercato nell’effetto grafico, si coniuga ad un gioco cromatico, un vero e proprio intervento materico che l’artista mette in atto coprendolo, in alcuni casi, con lastre di plexiglas colorato, che lo arricchiscono esaltandone la potenza espressiva.
Con il suo personalissimo linguaggio pittorico in bilico tra rigoroso ipermanierismo e lirismo fantastico, Valeria Corvino riesce a dar figura a quell’onirica e misteriosa idea del “mito” che è un po’ in tutti noi.
Recentemente ha realizzato video ed opere speculari che nascono dalla riproduzione fotografica dei suoi dipinti.

Il Direttore della Biennale del Cairo è Ehab El Laban, giovane e rinomato scultore egiziano al suo secondo mandato, assistito da Dhalia Moustapha, che ha curato l’organizzazione della presenza degli artisti italiani al Cairo.
L’Istituto Italiano di Cultura del Cairo, presenza essenziale per la realizzazione del progetto, è diretto dalla Patrizia Raveggi, coadiuvata da Simonetta De Felicis e Redenta Maffettone .

La Biennale resterà aperta fino al 12 febbraio 2011.

Valeria Corvino è nata a Napoli (1953), e la sua formazione avviene soprattutto attraverso lo studio della mirabolante ricchezza artistica della sua città. La scultura romana, il barocco capriccioso, la familiarità quotidiana con i frammenti dell’antichità, i palinsesti architettonici del suo territorio sono i suoi primi “maestri”, insieme a una passione tutta mediterranea per i segreti dell’anatomia e la bellezza del corpo umano.
Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, approfondisce la problematica della composizione lavorando sulla fotografia, e dunque sui tagli, l’immagine zoomata, il gioco delle luci e delle ombre. Coniugando la formazione pittorica, la passione per i volumi scultorei, i segreti delle inquadrature fotografiche, giunge a perfezionare la sua innata propensione verso l’equilibrio e l’armonia. Elabora così un suo personale e riconoscibile alfabeto stilistico che, pur declinandosi in più discipline (pittura a olio su tela, tecnica mista su carta, disegno, incisione, video, fotografia), si dimostra sempre fedele ad alcuni rigorosi principi formali ed estetici. I suoi lavori, costruiti su un sapiente utilizzo di luce e colore e sull’armoniosa alternanza tra linee e volumi, appaiono accomunati dalla costante ricerca di un canone di “grazia” e di un equilibrio antichi. Attraverso un atto di riconciliazione tra gli stilemi dell’eredità storica e le allusioni dell’estetica moderna, l’artista opera un personale elogio alla Proporzione e all’Armonia. Tra le sue numerose personali: Uno sguardo dall’Olimpo, Shanghai, Moganshan Chantilly Art Center, 2008; Au delà de la Vérité, Monte-Carlo, 2007; Allusione della Forma, Napoli, Maschio Angioino, 2005; Anima Minima, Roma, Palazzo Barberini, 2001 e Milano, Palazzo delle Stelline, 2000.

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di Redazione
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