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Valeria Corvino tra gli artisti italiani dell'ultima Biennale del Cairo


Valeria Corvino tra gli artisti italiani dell'ultima Biennale del Cairo
21/03/2011, 18:03

Invitati dallo Studio S – Arte Contemporanea alla XII Biennale Internazionale d’Arte del Cairo ( 12 dicembre 2010 - 12 febbraio 2011 ), VALERIA CORVINO PAOLO GUIOTTO e RITA MELE - tre artisti di tendenze ed estrazione diverse a rappresentare uno degli aspetti del “fare cultura” nel mondo dell’arte visiva in Italia - .sono ora riproposti a Roma dopo l’esperienza cairota realizzata grazie al concorso ed al supporto dell’Istituto Italiano di Cultura. Accanto ad alcune opere esposte al Cairo ogni artista presenta una recente opera inedita.

Gli olî su tela della napoletana VALERIA CORVINO evocano la pittura degli antichi maestri della tradizione pittorica italiana e sono realizzati con tecnica superba e rara maestria in una ricerca interiore di equilibrio e bellezza. I soggetti sono legati alla mitologia ed all’iconografia classica, i tagli delle composizioni molto singolari sono dovuti all’interesse dell’artista per la fotografia che però non è mai utilizzata nell’esecuzione dell’opera, dipinta con i mezzi tradizionali del pittore: olio e pennello su tela. Recentemente la Corvino si è cimentata nel video e ha realizzato opere speculari che nascono dalla riproduzione fotografica di alcune sue tele pittoricamente rivisitata dall’artista stessa. Era stata prospettata una personale di Valeria Corvino alla Horizon Gallery, spazio museale gestito dal Ministero della Cultura d’Egitto, ma i sopraggiunti eventi politici hanno richiesto uno slittamento di date, da definirsi in seguito.

Grande disegnatore, pittore e scultore è PAOLO GUIOTTO, veneto, rappresentato anche nelle collezioni del Museo d’Arte Moderna di New York e della Galleria degli Uffizi a Firenze, autore di saggi e libri d’arte, presente al Cairo con cinque opere recenti dove l’inserzione di materiali diversi, in genere il filo nero, trasforma il disegno originale in opera concettuale. E’, ancora oggi, un innovatore per la continua ricerca che rivela una straordinaria manualità ed una profonda spiritualità. Dal suo giovanile debutto quale scultore, dopo essersi già affermato quale pittore, è stato considerato artista a tutto tondo, capace di trasferire nella materia l’afflato etico che caratterizza l’intera sua produzione artistica, sempre al di fuori della commercializzazione dell’opera, motivata dalla ricerca del nuovo nel rispetto della tradizione.

Essenzialmente concettuale è l’installazione creata per la Biennale del Cairo da RITA MELE, nata ad Asmara e residente a Frosinone, dal titolo: “Una proposta”: 180 cartoncini bianchi del formato di cm. 19x26 ciascuno per un ingombro totale di cm. 400x236, con applicazioni di lettere in rilievo ed inserzione di elementi diversi che compongono la parola LOVE in quasi tutte le lingue. L’installazione, punto d’arrivo di una ricerca dell’artista sul “bianco su bianco”, potrebbe essere modificata alterando la composizione dei singoli pezzi, e diventare una performance in progress dove l’unico suono muto sarebbe dovuto al ripetersi nella composizione della parola LOVE, mattone fondamentale di quel ponte tra i popoli chiamato PACE.

Il significato dell’installazione ha in modo particolare interessato gli artisti ed i più giovani visitatori della Biennale, oggi sensibili più di quanto non si possa immaginare ad un’arte che sia non soltanto estetica rappresentazione ma abbia anche un valenza concettuale.

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di Redazione
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