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"I want to be a soldier" e il pericolo della violenza in tv

Valeria Marini in veste di produttrice cinematografica


Valeria Marini in veste di produttrice cinematografica
02/11/2010, 18:11

ROMA – Eravamo abituati a vederla in tv e a sfilare con i suoi miniabiti sui red carpet dei festival, in qualità di ospite. Ma al Festival di Roma Valeria Marini si è presentata nel nuovo ruolo di produttrice di un film impegnato, "I want to be a soldier", diretto dal regista spagnolo Christian Molina. La pellicola intende denunciare il pericolo che corrono i bambini, osservando scene di violenza in tv, al cinema, nei videogiochi e soprattutto l'assenza di comunicazione genitori e figli. La Marini, che deve la sua carriera artistica alla televisione, afferma: "Non è una critica alla tv, il film vuole sottolineare la necessità di creare una protezione attorno ai ragazzi. Ci sono continuamente messaggi di violenza in televisione e i ragazzi lasciati soli rischiano di isolarsi e creare un mondo loro, chiuso, irreale". La Marini precisa che il suo esordio nella produzione è scaturito dall'incontro con il regista spagnolo (in Spagna la showgirl italiana è abbastanza conosciuta, grazie anche al film scandalo di Bigas Luna "Bambola", di cui era protagonista), ma non rimarrà un caso isolato. "Credo molto in questo progetto, girato in inglese perché punta al mercato internazionale - continua - trovo il ruolo di produttrice bello e costruttivo. Per me non è un gioco ma una crescita professionale e sto già lavorando ad altri progetti". A questo punto sembra che la Marini voglia seguire le orme del suo ex compagno Vittorio Cecchi Gori, come ha, già, fatto l'ex moglie di quest'ultimo Rita Rusic. A lei è andata molto bene, ha scoperto personaggi come Leonardo Pieraccioni e continua a produrre film di grandissimo successo come quelli di Federico Moccia. Dunque vedremo se la showgirl del Bagaglino avrà la stessa fortuna.

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di Caterina Cannone
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