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VAN GOGH, DISEGNI E DIPINTI: CAPOLAVORI DAL KRÖLLER-MÜLLER MUSEUM.


VAN GOGH, DISEGNI E DIPINTI: CAPOLAVORI DAL KRÖLLER-MÜLLER MUSEUM.
10/10/2008, 09:10

Protagonista della mostra bresciana d'autunno sarà Vincent van Gogh. L'annuncio è del curatore dell'esposizione, nonché direttore di Linea d'ombra, Marco Goldin, del Sindaco di Brescia, Adriano Paroli, del Presidente della Fondazione CAB, Alberto Folonari e del Presidente della Fondazione Brescia Musei, Agostino Mantovani.
Il progetto "Brescia. Lo splendore dell'arte", che ha preso il via nell'ottobre del 2004 con la mostra dedicata a Monet, ha attirato finora nella città lombarda oltre due milioni di visitatori.
La rassegna autunnale sarà dedicata a Vincent van Gogh, forse l'artista più conosciuto e amato al mondo. Allo stesso Van Gogh, e al suo rapporto con Gauguin, Brescia aveva dedicato una monumentale mostra nel 2005-2006, che riunì a Santa Giulia 150 opere e che venne ammirata da oltre mezzo milione di persone.
Completamente diverso il taglio che Goldin ha voluto dare a questa sua nuova proposta: far scoprire il Van Gogh più segreto, intimo, quello impegnato nell'appuntare le proprie emozioni, gli scorci, i volti, tutto ciò che poi sarà espresso con la pittura. Opere su carta. Ovvero disegni e acquerelli che rappresentano in alcuni casi il seme più forte dei capolavori pittorici più noti (venti dei quali saranno in mostra posti accanto ai disegni che li hanno preceduti, o talvolta addirittura seguiti) ma che, in molti altri casi, sono opere del tutto autonome, capolavori assoluti, pensati e realizzati attraverso la forte materia del carboncino o della matita o con le possibilità offerte dall'acquerello. Pagine bellissime della grande storia del maestro, certo non meno importanti dei suoi dipinti.
In quella che sarà la prima, ampia ed organica mostra mai dedicata in Italia a questa parte dell'attività di Van Gogh, Goldin riunirà tutti i periodi del suo lavoro. Da quello iniziale nella regione mineraria del Borinage, a Bruxelles e poi Etten, al fondamentale tempo trascorso all'Aia e poi brevemente nel Drenthe fino al meraviglioso e copiosissimo periodo di Nuenen, dove il rapporto con la pittura comincia a diventare più intenso, fino a una scelta di alcuni fogli del periodo francese. Ma è soprattutto sul tempo olandese, insuperato per il disegno nella sua autenticità e drammaticità, che l'esposizione bresciana si concentra.
Ottantacinque opere disegnate, oltre come detto a venti quadri, per dare vita ad un affascinante "diario dell'anima" che porterà a conoscere, in una dimensione affatto nuova, certo meno abusata, il grande piccolo uomo che il 27 luglio del 1890 decise di chiudere la sua esistenza con un colpo di pistola.
La caratteristica della mostra sarà che tutte le opere proverranno dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, in Olanda. Il museo di Otterlo, unitamente al Van Gogh Museum di Amsterdam, conserva una grande parte dell'intera produzione di Van Gogh, ed è quindi occasione felicissima questa di Brescia. Ben si sa infatti come il disegno non sia mai esposto in permanenza e occorra invece attendere le rarissime occasioni legate alle mostre. Costituita soprattutto nei primi vent'anni del XX secolo da Helene Kröller-Müller, la sua raccolta vangoghiana fu seconda solo a quella appartenente ai discendenti di Vincent, e assomma circa duecento disegni e circa cento dipinti. Nel 1938 venne aperto il museo a lei intitolato nel grande parco nazionale olandese di Hoge Veluwe, a un'ora e mezza dalla capitale.
La collezione non ha al suo interno solo opere di Van Gogh, ma moltissimi altri dipinti che spaziano dagli antichi nel Nord Europa fino alla contemporaneità. La mostra di Brescia si incaricherà quindi di seguire anche questo aspetto del collezionismo di Helene, raccontando le sue passioni e la sua storia. Un percorso introduttivo in mostra infatti, attraverso lettere, documenti e fotografie darà conto di questa storia straordinaria. Facendolo anche con il ricorso ad altri venti dipinti, a illustrare soste fondamentali nella collezione, da Corot a Redon, da Pissarro a Fantin-Latour, da Seurat a Signac, fino agli olandesi tanto amati da Toorop a Mondrian.

 

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di Redazione
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