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Un successo senza precedenti

Vasco alla scala, un vero trionfo


Vasco alla scala, un vero trionfo
08/04/2012, 17:04

BOLOGNA - «Certo nessuno si aspettava un successo così straordinario. La serata degli abbonati (più del 70% del pubblico) diventata la prima». Che quei «più amanti e severi spettatori, che l'anno scorso hanno fischiato il Don Giovanni, alla fine del mio spettacolo si producessero in oltre sei minuti di applausi è stata veramente una sorpresa e un vero trionfo. Un successo senza precedenti. Le sette serate già sold out e lo spettacolo già inserito nel programma del prossimo anno! Pensavo di andare a togliere un po’ di purezza Alla Scala, e invece abbiamo fatto l'amore!». È entusiasta Vasco Rossi, che sulla sua pagina Facebook commenta il successo di “L'altra metà del cielo” nel tempio milanese della musica. «Sono felice - scrive poi tornando a commentare il suo spettacolo - di essere stato proprio io il primo ad assistere e determinare la svolta Epocale del tempio del classicismo, che fino a ieri difendeva e riconosceva solo la musica classica, di aprirsi per la prima volta alla musica moderna riconoscendola. Poco tempo fa la Scala ha rifiutato un concerto di Sting, e mi pare che anche Bocelli abbia ricevuto un gentile rifiuto ad esibirsi. Io che non mi chiamo Verdi ma Rossi non posso che continuare a ringraziare il cielo... e la chitarra». Il Blasco ringrazia anche Celso Valli («Sono convinto che buona parte del successo di questo spettacolo lo si debba ai suoi straordinari arrangiamenti») e Stefano Salvati («Lui ne ha parlato ai responsabili della Scala presentando il progetto e lui ha invitato Vaziew il direttore artistico a un mio concerto per fargli capire chi era Vasco Rossi, convincendolo immediatamente che su di me ci poteva scommettere»). Di Valli, ancora, il Komandante scrive che «ha trasposto in musica da orchestra, utilizzando solo gli strumenti tradizionali senza ritmiche e senza trucchi, le canzoni in un modo talmente originale, geniale, convincente e coinvolgente che quando si è trattato di cantarle, dopo il famoso mese di blocco psicofisico, ci sono entrato dentro talmente bene che sono uscite delle interpretazioni, tra l'altro in diretta e buone alla prima, incredibilmente perfette. Credo di non aver mai interpretato così bene le mie canzoni».

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di Valerio Esca
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