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'Senza i medici non avrei superato la profonda depressione''

Vasco Rossi: ''Sono vivo grazie ai farmaci''


Vasco Rossi: ''Sono vivo grazie ai farmaci''
06/08/2011, 10:08

All'inizio possono essere scambiate per qualche spezzone di una nuova canzone ma poi leggendo bene capisci che sono soltanto parole piene di malinconia.
Sono i frammenti di ricordi che Vasco Rossi usa per confessare ai suoi tantissimi fan quel periodo oscuro della vita in cui era sprofondato nel 2001: ''In questo periodo in cui l’argomento delle mie condizioni di salute e salito così prepotentemente alla ribalta, approfitto della vostra pazienza per informarvi che: assumo un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro, studiato da un equipe di medici che mi mantiene in questo ’equilibrio' accettabile''.
Il Blasco nella nota intitolata ''Approfitto della vostra pazienza...'' pubblicata ieri sera alle 23,07 sul suo profilo ufficiale di Facebook: '' ha ringraziato tutta l'equipe che l'ha seguito in questo periodo di vita: il dottor Gatti, mio medico di base con velleità da cantautore, il dottor Giancarlo Boncompagni, primario del reparto psichiatrico dell’ospedale sant’Orsola di Bologna, il dottor Lucio Loreto, specializzato in omeopatia e milanista, il dottor Beppe Monetti, radiologo, primario della clinica Nigrisoli di Bologna sempre abbronzato , il dottor Giorgio D’alessandro fisiatra e psicoterapeuta, esperto in agopuntura, massaggio neuromuscolare e ayurvedico specializzato nella terapia del dolore (oltre che campione del mondo di “Sambo” una specie di lotta libera). A questi si è aggiunto il dottor Paolo Guelfi direttore sanitario della clinica privata VillAlba, splendida persona oltre che serio professionista”.
“Punto di riferimento”, scrive ancora Vasco, “responsabile della gestione e la coordinazione generale, anche nelle situazioni particolarmente serie e complicate, è del
professor Mario Mastrorilli, chirurgo toracico, medico di grande esperienza, professionista serio e scrupoloso, con una competenza grande quasi come la sua anima. (trascorre ogni anno qualche mese in africa per curare gratuitamente bambini)'', ringraziandoli ''Se sono vivo lo devo a loro e a tutta questa valanga di chimica che assumo. Non avrei superato tutte le consapevolezze, le sofferenze e la profonda depressione nella quale ero sprofondato nel 2001''.
L'artista di ''una vita spericolata'' nelle ultime righe ha concluso: ''Ho passato un lungo periodo di tempo in cui ogni cosa mi sembrava li per ricordarmi come la vedevo diversa, prima. Come mi risultava fastidiosa adesso mentre la trovavo normale e soddisfacente. E quella continua sensazione di groppo in gola, di sconsolata tristezza. Un velo opaco, grigio su ogni cosa. Essere di cattivo umore sempre dalla mattina alla sera - continuamente - dalla sera alla mattina. Ogni giorno, ogni momento. Per settimane... mesi. Sempre. Non avrei nemmeno salutato. V.R.''.

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di Zaccaria Pappalardo
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