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La band al debutto discografico con "Calling Europe"

V-Device, ora il rock passa per Napoli

Il gruppo piace anche all'estero grazie ai social network

V-Device, ora il rock passa per Napoli
20/01/2012, 22:01

Gli amanti del rock duro e puro non possono farsi sfuggire una giovane band con il cuore al Sud e la testa in Europa. Loro sono i V-Device: da oggi è nei negozi “Calling Europe”, ambizioso progetto musicale capace di attirare fan dall'estero grazie ai social network e ad una proposta accattivante. Già il nome rende l’idea delle ambizioni di questa band: deriva da un lavoro dell'artista contemporaneo americano Bruce Nauman "Something Device". La "V" invece sta per violenza, vittoria, ma richiama anche il 5, come numerale e cardinale, in latino.
La band nasce nel 2009, a Napoli. Davide Verde e Guy Costanzo decidono di dare inizio alla nuova avventura. Completano la formazione Fabius Shiva al piano e Francesco Wood Capasso alla chitarra solista. “Calling Europe”, disco d’esordio, interamente prodotto nel capoluogo partenopeo presso il Vipchoyo Studio di Giacomo Salzano e licenziato dalla label Love&Craft, si avvale della collaborazione di una nutrita schiera di artisti, tra i quali l'esperto Rosario Vitiello, batterista con una lunga storia di collaborazioni ed un interessante side-project, Raffaele Bocchetti, chitarrista di Stella Diana ed altre band dell'underground partenopeo (Nista, Valderrama 5), il batterista Giovanni Piccolo e la vocalist Oriana Lippa.

I ragazzi di “V-Device” sono giovani ma puntano in alto. Il loro progetto musicale nasce dalla passione per i grandi nomi dell’alternative-mainstream mondiale come i Soundgarden, Queens of Stoned Age, i Pearl Jam. Già ad un primo ascolto, si vede che ci sanno fare, anche se non hanno scritto i testi mentre erano in volo per New York, arrangiato il disco a Londra e missato a Seattle. “Calling Europe” è un lavoro piuttosto omogeneo e senza sbavature o repentini cali compositivi, problema che macchia la maggior parte delle produzioni attuali. Le undici tracce sono arrangiate con creatività: le tastiere duettano con le chitarre elettriche sempre ai limiti del distorto e la voce interpreta bene le atmosfere, modulate diversamente da canzone a canzone.

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di Gaia Bozza
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