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Vendemmiamo la catalanesca


Vendemmiamo la catalanesca
23/10/2009, 12:10

Metti un sabato di metà ottobre, un vigneto dai grappoli dorati e tre amici desiderosi di promuovere il loro prodotto di punta. Mescola con altri prodotti tipici del territorio, versa in un angolo di terra di rara bellezza e servi ad ospiti desiderosi di riscoprire le nostre tradizioni.
Ecco servita la seconda edizione di “Vendemmiamo la Catalanesca”, evento promosso dalle Cantine Olivella di Andrea Cozzolino, Domenico Ceriello e Ciro Giordano sabato 17 ottobre a Sant’Anastasia. Un’occasione per i tre soci dell’azienda di pubblicizzare e far conoscere il loro vino Katà; per i partecipanti la possibilità di vivere in prima persona tutta la trafila della vendemmia, dalla raccolta dei grappoli alla diraspatura e pressatura dell’uva, istruiti dai sommelier dell’AIS sull’uva di re Alfonso I d’Aragona e da loro guidati ad assaporare al meglio il vino paglierino dal sapore fruttato.
Un viaggio nella memoria di atti ormai dimenticati, ripercorrendo i gesti degli agricoltori del nostro territorio: tra i filari ammantati di giallo, allegre e spedite si sono rincorse le cesoie di quanti hanno affollato già dal mattino il vigneto delle Cantine Olivella, come velocemente si sono riempite le cassette con i grappoli raccolti. Sotto la vetta del Monte Somma si sono lasciate per qualche ora le preoccupazioni e il tran tran del vivere quotidiano, per ritornare alla genuinità delle nostre origini contadine. Il lavoro in vigna è stato premiato dalle aziende partners dell’evento (pastificio Le Gemme del Vesuvio, Agrigeus Cooperativa Agricola, Azienda Agricola Di Cecchi, La Baita del Contadino, Az. Agricola Giordano Francesco) che hanno offerto la degustazione di un menù inneggiante alla tradizione: bruschette con pomodori del piennolo e con funghi sottolio, paccheri con pomodori San Marzano e scaglie di caciocavallo, salsicce e melanzane ‘a funghetti’, il tutto innaffiato dai generosi vini della casa, con l’intenso Katà a farla da padrone.
Neppure la pioggia ha intaccato la bellezza di una giornata tanto gustosa, né infastidito più di tanto i numerosi ospiti che hanno potuto assistere al coperto alle altre fasi della vinificazione compiute dai macchinari, che riempivano l’aria col dolce aroma del nettare dorato. Andrea, Domenico e Ciro si sono alternati nelle spiegazioni e nelle dimostrazioni, trasmettendo tutto l’entusiasmo e la passione che mettono nel produrre i loro vini. A conclusione di questo percorso dei sensi un’altra degustazione, stavolta dolce, con i biscotti casarecci e i cioccolatini al Passito di Catalanesca, connubio delizioso fra le Cantine Olivella e la Theobroma Cioccolateria.
Il viaggio nella tradizione termina così, e si ritorna a casa con in bocca uno scintillio di sapori autentici e negli occhi la bellezza di un territorio a volte dimenticata. Sensazioni che rivivi ad ogni sorso di Katà, che ti parla di albicocche e ginestre, di terra infuocata e testardi lavoratori, simbolo di una Sant’Anastasia che forse non c’è più, ma che vale davvero la pena di tornare ad amare.
 

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di Redazione
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