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Vernissage "Flatwing Meat"di Costabile Guariglia


Vernissage 'Flatwing Meat'di Costabile Guariglia
02/10/2013, 10:30

NAPOLI - Si ispira all'Inferno dantesco, e più precisamente al canto XXXIII dedicato ai traditori della patria, Flatwing Meat l'installazione che Costabile Guariglia porta allo Spazio Nea di Napoli a partire da giovedì 3 ottobre 2013 (vernissage ore 19.00) e che resterà in mostra fino al 29 ottobre.
In occasione dell'inaugurazione Guariglia, tra gli artisti del progetto espositivo ed editoriale di Nea “Pelle & Pellicola”, firma anche una performance che ugualmente si rifà alla Divina Commedia. I due lavori rappresentano in forma metaforica la denuncia dell'agire contemporaneo dei corrotti e inducono a una riflessione profonda sulla recente storia dell’Italia.
In particolare la performance, iniziata come uno studio video-performativo in versione “tecnofiaba”, è uno spettacolo di elementi simbolici, volutamente ricondotto alla raffigurazione dell’uomo amnetico nella società moderna, che celebra il senso più alto del concetto empirico di vita/morte.
L’azione performativa dal titolo “Time Zone” (durata 30''; Musiche: Hassel, Trick, Zazou, Choen, Zawiinil. Performer partecipanti: Emma Crimi, Gea Cerrone, Giovanna D’amico) e l’installazione mettono in relazione il linguaggio contemporaneo con quello dantesco, evidenziando gli aspetti più nefasti degli accadimenti del fare contemporaneo politico e sociale.
L’installazione site specific è un opera composta da due grandi foto e un video: sia la prima opera fotografica che la seconda sono manipolate in digitale partendo dalla foto master. La prima opera collocata lungo le pareti della galleria è stata realizzata con una struttura a scatolato composta da sei elementi di legno laccato bianco. La seconda opera fotografica sempre scatolata, a firma di Costabile Guariglia e Lara Cetta, è stata elaborata e stampata su plexiglas con stampa a sublimazione/U.V. e rappresenta una donna seduta seminuda con alle spalle biancheria intima lavata come emblema di purificazione. Il video della durata di circa 10 minuti rappresenta il gioco di una ragazza sull’altalena nella sua adolescenza. Nel contempo si insinua lentamente il concetto vita/morte perdendo quel senso di gioia, piacere, sorriso.
Il canto della Divina Commedia è preso in prestito per la realizzazione di due lavori con cui Guariglia, grazie alla sua multimedialità sensoriale, crea momenti di catarsi ed empatia. La civiltà che rappresenta è fatta di momenti statici, in cui sembra non cambiare niente, e momenti critici in cui tutto sembra irrimediabilmente precipitare: un susseguirsi, senza nessun ordine di classicità e invenzioni, di verità e menzogne.
“Assistere ad un’azione di teatro minimo di Guariglia- commenta il curatore Pasquale Lettieri- significa non avere la certezza di niente: non è certa la nostra conoscenza del passato, non è certa la nostra comprensione del presente, non esiste nessuna prevedibilità del futuro e noi dobbiamo accettare di vivere nell’incertezza, sfidando sempre il crepuscolo”.

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di Redazione
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