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Discutibile iniziativa del sindaco di Alassio

Via la statua di Totò, il sindaco: nessun legame col comico


Via la statua di Totò, il sindaco: nessun legame col comico
10/08/2011, 14:08

ALASSIO- Ci sono uomini che sono grandi perché attraverso le loro gesta hanno fatto qualcosa che rimane nel tempo e che a distanza di anni non si ha mai la sensazione di essere  “passati”. Gesta che possono essere di coraggio, di intelligenza  e di talento. Uno di questi è sicuramente il principe della risata Antonio De Curtis in arte Totò che con la sua arte ha regalato, e tuttora lo fa, momenti di risate e svago per i suoi tanti ammiratori. Va inoltre aggiunto che per questi personaggi non esiste una sola collocazione geografica o limiti di confine, sono grandi e basta: noi tuttora apprezziamo Napoleone, Carlo Magno, Lord Byron e Shakespeare che con le loro opere e gesta hanno lasciato ai posteri delle orme. Si vede che la cittadina di Alassio non ha le idee ben chiare in merito perché l’amministrazione comunale ha deciso di rimuovere dai giardini di piazza Stalla la statua dedicata a Totò,  realizzata dallo scultore albenganese Flavio Furlani, e che lo ritrae come appariva nel film L'oro di Napoli ovvero con il cappello di foggia napoleonica usato per interpretare il 'mazziere d'onore' della banda cittadina. Ed ancora più incredibile è la spiegazione che il primo cittadino di Alassio Roberto Avogadro fornisce della decisione, e precisamente :“Con tutto rispetto per Totò ma Alassio non ha alcun legame col 'principe della risata'. Meglio dedicare i giardini al Conte Luigi Morteo, che lasciò in eredità un bel patrimonio agli alassini”. Ora i casi sono due, o qualcuno spiega al sindaco quanto scritto sopra oppure si chiede ai sindaci che hanno dedicato statue e personaggi non della zona di rimuoverle, anche se la seconda scelta sarebbe proprio un calcio alla cultura. Sorpreso ed amareggiato l’ex sindaco di Alassio  Marco Melgrati tra i sostenitori della statua,  inaugurata solo due anni fa alla presenza della figlia dell’attore, Liliana De Curtis, e della nipote Diana, che commenta: “Totò è un patrimonio di tutta l'Italia, se non dell'umanità” ed ha definito questa decisione “uno sfregio, un affronto, una nefandezza gratuita”. Se Totò oggi fosse vivo attraverso un suo personaggio immaginiamo come risponderebbe al sindaco Avogradro, si avvicinerebbe al suo gomito e poi con la sua mano gli darebbe un colpetto accompagnato alla frase “ma mi faccia il piacere” cosa che noi oggi seppur virtualmente facciamo al suo posto.
 

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di Simona Buonaura
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