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Villa San Michele, al via la mostra “La Città Dolente” dei fotografi Salvino Campos e Peter de Ru


Villa San Michele, al via la mostra “La Città Dolente” dei fotografi Salvino Campos e Peter de Ru
29/06/2012, 08:06

Domenica 1 luglio alle ore 19.00, per la prima volta nell'incantevole Loggia delle Sculture dell’antica dimora-museo Villa San Michele ad Anacapri, sarà inaugurata la mostra fotografica delle opere di Salvino Campos (Brasile) e Peter de Ru (Svezia) intitolata “La Città Dolente” a cura di Peter Cottino e Mario Franco.

Uno dei temi dell'esposizione organizzata dalla Fondazione Axel Munthe Villa San Michele in collaborazione con l’Associazione Culturale ArteAs di Maurizio Siniscalco e promossa dalla UERJ – Universidade do Estado do Rio de Janeiro, sarà la “dignità”, riflessa, di un’antica Napoli ritrovata e rappresentata nelle 32 opere fotografiche attraverso luoghi e persone lontane.

La mostra è realizzata con il patrocinio dell'Ambasciata di Svezia in Italia, dell'Ambasciata d'Italia in Svezia, dell'Ambasciata d'Italia a Brasilia, del Consolato di Svezia, del Comune di Anacapri, della Città di Capri e della Città di Paraty e con il sostegno di Stiftelsen San Michele, MN Metropolitana di Napoli SpA, Capridimorestoriche, Capri Palace .

Il progetto si ispira al libro "La Città Dolente" di Axel Munthe, il cui titolo originale in inglese è ”Letters from a Mourning City” ci narra della Napoli al tempo del colera. Ne emerge un'immagine della città sofferta, ma sempre viva e dignitosa, in uno spazio metaforico di condizione umana dolente.



«A questo spazio metaforico, a questo dolore diffuso - scrive Mario Franco - si ispirano le foto dei due artisti in mostra; artisti molto diversi per età, temperamento, tecniche, provenienza geografica, estro creativo, ma uniti in questo omaggio ad Axel Munthe ed alla sua umanità solidale. Da un lato Salvino Campos, brasiliano e napoletano d'adozione, che porta nelle sue foto la luce del sud del mondo, e dall'altro lato lo svedese Peter de Ru, olandese di nascita e svedese d'adozione, che illumina le sue foto con la luce fredda del Nord. La differenza tra queste immagini, tra la fotografia del Sud e quella del Nord, dovuta all'opposizione tra l'ispirazione del fotografo e i due ambiti culturali distinti, rende interessante la mostra e il confronto: veicola due diversi tipi di sapere e due diversi modi di vedere».



“Ora, nonostante sia evidente l’improbabile consanguineità dei due artisti - scrive Peter Cottino - le loro fotografie testimonierebbero il contrario. Ci narrano entrambi, spinti dal profondo rispetto provato da un fratello di sangue o da un compagno di sventura, certo ognuno a proprio modo, di una stessa consapevole e dolente umanità. Capaci di cogliere e fermare l’istante, di narrare di fragilità e sentimento, di raccontare di un universo consapevole della propria condizione di miseria e di dolore, di solitudine e di abbandono, di fragilità e ciò nonostante, o forse ancor più per questo o addirittura a dispetto di questo, ferocemente fiera e orgogliosa della propria dignità e con felicità, serenità, gioia, amore….”





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di Redazione
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