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Villaricca omaggia Sergio Bruni con “all’imBRUNIre”


Villaricca omaggia Sergio Bruni con “all’imBRUNIre”
05/03/2012, 10:03

“Elegante ed emozionante”, esordisce commosso Salvatore Palomba, presente al debutto dello spettacolo “all’imBRUNIre”, con una platea numerosa e colta sull’argomento come il cantante Bruniano Mimmo Angrisano, il presidente della pro loco di Villaricca Armando De Rosa, l’assessore alla cultura e Vice Sindaco Giovanni Granata e il Sindaco Franco Gaudieri, tra gli abbonati dello stesso neo teatro Villaricchese; tutti coinvolti in un viaggio poetico, storico e musicale che fa emergere degli aspetti inediti e ricercati dello stesso Bruni e inevitabilmente del suo autore di sempre Palomba, in una chiave di lettura che abbraccia il simbolismo del teatro d’avanguardia rendendo minimalista ma essenziale l’azione cucita sui versi e sulle note delle citazioni e dei racconti della vita di Bruni, oltre che alla sue magistrali interpretazioni canore. A scolpire agli occhi degli spettatori, questa opera d’arte è lo stesso direttore del Teatro Madrearte Antonio Diana, autore-attore-regista già consacrato nel circuito teatrale campano con “Sakketti in rivolta”, “abbascio ‘a Grotta” , “mio marito è moscio” e “su Neapolis”, e che quest’anno si porta alla ribalta con un omaggio a quella “voce di Napoli” a cui la stessa Villaricca ne diede i Natali e che oggi, lo incornicia con una teatralità che ne esalta ancor di più la sua arte. In scena, oltre allo stesso Diana che interpreta “Masaniello” e “Napule nun t’ho scurdà” e cuce di gesta passionali e fluide le espressioni degli altri attori-mimi Fabio Balsamo, Giovanni Merano e Maurizio Capuano, tutti a piedi nudi, con un abito cerimoniale e un volto statuario che li colloca in un luogo e un tempo indefinito e che con una semplice azione ci riportano nelle oleografiche piazze napoletane di “palcoscenico” e nelle espressioni pittoriche che ricordano guarigioni, processioni, follie, speranze, dolori, passioni, ed altri innumerevoli stati d’animo che conducono lo spettatore in un viaggio passionale e poetico colorito dalle voci popolari dei giovanissimi Domenico Frate e Antonio Frate, diretti dal M° Antonio Landolfi, e dalle voci dell’affermato attore-cantante Gabriele Saurio, reduce dai successi di “festa di piedigrotta”, “Masaniello” e “ Giudizio Universale” che con la vocalità femminile della bella e giovane scoperta Serena Pisa, seducente ammaliatrice che rappresenta tutte le donne citate nei versi, quelle desiderate come “na bruna” e “Carmela” quest’ultima incantevole tra veli ed ombre; e traditrici in “che lle conto”, crocifissa e pentita. Le rielaborazioni musicali sono fedeli e innovative allo stesso stempo, curate da Carmine Marigliano e dal m° Mariano Bellopede che firma sui testi di Antonio Diana, due brani inediti, “Voce e Napule” e “All’imBRUNIre”, esemplare sigillo finale dello spettacolo eseguito con una processione di strumenti che incantano e commuovono per la morte della musica e di un genere, quello di Bruni, ormai tramontato, ma vivo come quella luce, che anche se siamo all’imbrunire è sempre presente. Lo spettacolo ha debuttato il 2 marzo e replica sabato 3 e domenica 4 per la stagione teatrale di Madrearte.

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di Redazione
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