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Vincere:l'ultimo Film di Bellocchio


Vincere:l'ultimo Film di Bellocchio
26/05/2009, 18:05

Giovanna Mezzogiorno e Filippo Timi sono i due protagonisti di questo nuovo piccolo capolavoro di Marco Bellocchio. In Vincere, infatti, i due attori e il regista riescono a prendere per il braccio il cinema italiano e a tirarlo via dal liquame nel quale, flop dopo flop, stava inesorabilmente spronfondando. La pellicola di Bellocchio racconta la turbinosa e tragica storia d'amore tra Benito Mussolini (interpretato dall'ottimo Timi) e Ida Dalser (i cui panni sono vestiti dalla commovente e sempre bravissima Giovanna Mezzogiorno).
Un duo affiatato e convincente che riesce a viaggiare con realismo e drammaticità all'interno della trama vibrante e "urlante" raccontata, con azzecatissimi elementi grafici  futuristi, e diversi contributi dell'Istituto Luce, dal regista italiano. Un giovane, spavaldo e affascinante Mussolini alla direzione dell'avanti e del partito socialista fa innamorare perdutamente le bella (e ingenua?) Ida che, per aiutare il suo amato nella realizzazione di un nuovo giornale dopo la rottura con lo schieramento socialista, venderà tutti i suoi beni e, qualcuno potrebbe dire, il suo amor proprio. Un amore incondizionato e disperato che viene messo in scena dalla Mezzogiorno in maniera magistrale e coinvolgente (più d'una volta, ai più sensibili, scapperà qualche lacrima).
Un egoismo e una megalomia spaventosi presentati dal bravissimo Timi in un modo che riesce quasi a far dimenticare i reali motivi di biasimo che normalmente si provano per il duce.
L'aspetto inumano che Bellocchio presenta di Mussolini è infatti diverso da quello che siamo abituati a vedere; scava nei vizi più intimi e nelle mancanze affettive più atroci e detestabili. Oltre ai filmati "rubati" all'istituto luce e a qualche breve cenno, nel film di realmente storico e documentaristico c'è poco e, tutta la storia (o quasi), ruota intorno all'abbandono da parte del dittatore fascista di Ida e di suo figlio Benito Albino. Un abbandono reso ancora più drammatico e triste perchè accompagnato dalla reclusione in manicomio sia della Dalser che di suo figlio (mai riconosciuto dal Duce). Una storia di ossessioni e amori infiniti e infinitamente dolorosi. Una storia di ingiustizie e di clamorose sconfitte, di illusioni d'onnipotenza e di grandiosità raccontate attraverso la figura di un uomo con gigantesche ambizioni e un cuore infinitamente piccolo. Il film termina con le date di morte dei tre protagonisti e, in tono molto sottilmente sbeffeggiatorio, subito dopo tali date, ribadisce il titolo in carattere futurista. Quasi come se, quel "Vincere", dopo la tristissima e di sicuro non vincente storia di Mussolini, stesse a significare un:"Vincere? Ma cosa?"

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di Germano Milite
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