Cultura e tempo libero / Musica

Commenta Stampa

Vulcano, il nuovo disco dei Tunatones


Vulcano, il nuovo disco dei Tunatones
04/04/2013, 10:40

A un anno dal vostro disco d’esordio iTunas!, arriva il bis di Vulcano: come mai un’uscita a così breve distanza dalla prima?

Perché siamo vulcanici!

Al termine delle registrazioni di iTunas! avevamo già pronte nuove canzoni e ben presto materiale a sufficienza per un nuovo album. Durante il tour alle Canarie dell’estate 2012 ci siamo confrontati con un regista del luogo, che lavora molto in Olanda ed Inghilterra, e il nostro agente per la Spagna: dalle riunioni tra i vari concerti si è materializzato Vulcano, omaggio all’omonimo Monte Teide, il vulcano più alto di Spagna.

In questo periodo un nuovo album così vicino al precedente è uno sforzo notevole per una band indipendente, abbiamo voluto regalare un nuovo capitolo ai fan dei “Tonni”. D’altronde, cosa sarebbe il mondo senza nuova musica? E di riflesso: cosa sarebbe un party estate 2013 senza un nuovo disco dei Tunatones?

 Quali sono le differenze tra iTunas! e Vulcano?

Vulcano è un disco muscoloso. Senza mezze misure, i tonni mostrano pinne e muscoli.

È più strutturato e ragionato di iTunas!, pur conservando l’approccio sbarazzino e la registrazione live in studio di registrazione: per arrangiamenti e struttura Vulcano è senza dubbio più sofisticato. Non temete, tutto questo non significa che non potrete sculettare alle feste o guidare cantando a squarciagola la vostra fuori serie…

In altre parole i Tunatones sono maturati come singoli musicisti e come band, in Vulcano questo è molto evidente.

 Se nel primo album c’era un omaggio a George Harrison, stavolta addirittura un medley con tre classici hard & heavy: spiegateci tutto!

Quando abbiamo iniziato a ragionare su Vulcano,durante il tour alle Canarie, abbiamo pensato che sarebbe stato divertente riarrangiare tre classici Hard Rock o Heavy Metal. Così abbiamo iniziato a scegliere le “vittime” che sarebbero finite nel Tunatone’s “Pimp My Song”…

Tra i vari gruppi storici abbiamo “condannato” con sentenza passata in giudicato un gruppo a corrente continua o alternata, un gruppo di una anziana signora di ferro ed un gruppo di metallurgici... giro di parole per rendere difficile la loro identità. Inoltre nel medley è presente una citazione nella citazione, chi la indovina e ce la fa pervenire nella nostra pagina Facebook o in un commento nel nostro sito ufficiale vince una cena con i Tunatones. Come suona: “A cena con i Tunatones”?

 Tunatones è un trio perfetto, ma stavolta arrivano anche degli ospiti, ovvero una corposa sezione fiati: com’è nata questa idea?

Premettendo che (filosofeggiando) la perfezione non esiste, i fiati sono arrivati perché col Medley volevamo mettere la ciliegina sulla torta. In Vulcano abbiamo messo molto in termini di attenzione negli arrangiamenti e cura del dettaglio così, visto che il nostro contrabbassista Alessandro Arcuri è anche diplomato al conservatorio, lo abbiamo messo sotto nella scrittura di un arrangiamento per la terza vittima del nostro medley.

 Nella vostra genesi e nella nascita dei vostri due album il live è stato – ed è tuttora – importantissimo: come sono cambiati i Tunatones grazie al concerto?

Tutte le band, senza distinzione di genere, devono suonare dal vivo più che possono e devono farsi le ossa sul palco. Il palco matura, dà energia, mette a nudo i difetti ma è veicolo essenziale per la promozione della musica, per la nascita di nuove canzoni e per la crescita del musicista. Una band che non suona dal vivo non è completa.

I Tunatones, per genere, attitudine, feeling, sono una band che riscalda gli animi... per questo si può dire che in un anno si sono trasformati da fiammifero a fiamma ossidrica. Prossimo passo il lanciafiamme o il grill per una grigliata mista (sorride)…

 Ancora una volta registrazione in pieno regime analogico ai Prosdocimi Studios: in un periodo storico di progressivo decadimento della qualità sonora e di disaffezione (o di vera e propria ignoranza…) da parte degli ascoltatori, che senso ha ragionare in termini “vintage”?

Registro con tecnologia analogica perché suona meglio e perché, da produttore artistico, mi facilita nel porre sempre il musicista in totale libertà al centro del processo creativo. Facendo così, oltre a preservare una maggiore qualità e spontaneità riconoscibile anche in un mp3, faccio felice la sempre maggiore fetta di mercato che riscopre la qualità del vinile e la bellezza rituale del suo ascolto.

La qualità non morirà mai e sarà sempre una spina nel fianco ai tentativi di omologazione che viviamo quotidianamente in questa contraddittoria società. L’ignoranza si sconfigge con la cultura e la memoria, in questo mi impegno quotidianamente. In questi termini non ha molto senso parlare di “vintage” ma di buono della vita. (Mike 3rd)

 Collaboratore storico di casa Prosdocimi è Ronan Chris Murphy, che si occupato del mastering a Los Angeles anche per Vulcano: quanto è importante per voi il confronto con una professionalità e un orecchio stranieri?

Se l’orecchio è raffinato e colto come quello di Ronan, il confronto è essenziale. Se si pensa a quale immenso patrimonio musicale hanno generato gli States dagli anni ‘50 ad oggi nell’ambito del Rock in genere, ci ha fatto molto, molto piacere ricevere il suo apprezzamento anche in occasione di Vulcano.

 La musica – specialmente il rock – in quest’epoca cambia repentinamente ma il concept che caratterizza la storia dei Tunatones è assai legato ad altri periodi storici: come vivete questa cosa?

Ci piace: suoniamo una musica, il rockabilly, che anche a detta di “zio” Brian Setzer è un mix di vari generi che vanno dal rock & roll al bluegrass, dal blues al bop. Per noi musicisti è molto “intrigante” perché si tratta di suonare una musica impegnata che però possiede un forte elemento “sbarazzino” che fa ballare e divertire la gente chela ascolta. Unperfect mix si potrebbe dire.

 I supporti di Vulcano: cd, vinile, ma anche qualche novità con BandCamp.

Bandcamp è un servizio che è veramente ben pensato e ragionato.

Si tratta sostanzialmente di un negozio d’artista dove il pubblico può comprare e comunicare facilmente con, nel nostro caso, il gruppo. Vi è un sistema di feedback molto utile per verificare la serietà delle persone che gestiscono il negozio. Interessante che, tramite questo servizio, si possa scaricare qualsiasi formato audio al prezzo suggerito dall’artista e si possa altresì comprare l’eventuale supporto fisico e il merchandise ... una sorta di Amazon per gruppi. Geniale!

Per questa ragione, amanti del Vinile e del Compact Disc fatevi sotto, a breve ci saranno altri grammi di tonno insuperabile su Bandcamp! E come al solito, con il vinile, il Compact disc è Gratis!

 Alessandro Arcuri, Alberto Stocco, Mike 3rd: presentatevi di nuovo!

Ciao gente son Mike 3rd, musicista di terza generazione di famiglia, da qui il 3rd che non ha legami con quello del celebre Lupin. Sono anche produttore artistico e studio owner. Amo la musica e l’Analog Life Style che è cugino dello slow food. Adoro la nostra bella penisola e spero presto di girarla per bene anche con Vulcano, regalandovi un po’ di sane “schitarrate” con i miei compari Tunatones.

 Ciao a tutti! Sono Alberto Stocco, batterista dei Tunatones e da fine 2011 fiero endorser della ditta di batterie artigianali a doghe Stocco Drums, alla quale non sono legato da vincoli di parentela anche se abbiamo lo stesso cognome ma da puro vincolo di piacere. Buon ascolto di Vulcano... buon groove a tutti!

 Sono Alessandro Arcuri e maltratto il mio contrabbasso per tenere unita la travolgente pulsazione ritmica di Alberto alle squillanti tessiture armoniche di Mike. Oltre che coi Tunatones, insieme ai due compari qui presenti, fornisco supporto ritmico e armonico alle produzioni del Prosdocimi Recording Studio! E non mi limito solo ad emettere note gravi visto che studio anche arrangiamento e orchestrazione jazz. Ci vediamo presto dal vivo, da qualche parte!

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©