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In molti sui social network hanno difeso le donne

Web, scoppia la polemica sull’articolo di Langone


Web, scoppia la polemica sull’articolo di Langone
01/12/2011, 18:12

Proprio ieri è stato pubblicato sul quotidiano Libero un articolo di Camillo Langone abbastanza imbarazzante che in pochissime ore ha fatto il giro della rete e ha fatto discutere moltissimo. L’articolo in questione, tratta di un argomento molto delicato: Langone crede che per risolvere il problema della scarsa natalità, è necessario che le donne non abbiano più la possibilità ne di studiare, ne di lavorare: "se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà”, ha scritto il giornalista. Sempre a detta di Langone, uno studio fatto dalla Harvard Kennedy School, una istituzione americana, ha reso noto come le donne con un più alto grado di istruzione e con maggiori competenze professionali tenda a rimanere nubile e a non fare figli. Invece, le donne con meno istruzione e meno impegni professionali, mettono su famiglia e fanno figli. Dunque la soluzione al problema della natalità è quello che intitola l'articolo in questione: "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli". Oltre al conteuto dell’articolo, è stata soprattutto quest’ulima frase ad aver scatenato il popolo dei social network. Su Facebook in particolare in molti hanno postato l'articolo incriminato rilasciando commenti che variano dall'arrabbiatura all'ironia, ma soprattutto in difesa delle donne prese di mira da Langone.
Alle dichiarazioni di Langone, si sono aggiunte anche quelle del ministro conservatore inglese David Willets che si è proclamato a favore del pensiero del giornalista perché “più istruzione superiore femminile” si traduce in “meno famiglie e meno figli”. A parer loro, “il vero fattore fertilizzante è la bassa scolarizzazione”. A questo punto, non ci resta che costatare come per ottenere un minuto di celebrità, sia necessario umiliare la propria intelligenza e quella di chi ascolta, in nome della provocazione.

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di Erika Noschese
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